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Da rottamatore a riformatore
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Da rottamatore a riformatore

Matteo Renzi è stato incaricato di formare un nuovo governo, ecco le sfide che dovrà affrontare secondo la stampa straniera

18 Feb. 2014

Matteo Renzi ha accettato ieri l’incarico di formare un nuovo governo, affidatogli dal presidente Giorgio Napolitano. Da primo ministro, Renzi si troverà a guidare una coalizione poco solida, e dovrà dare il meglio di sé per riuscire a portare avanti le riforme promesse agli italiani. Da dove iniziare?

Secondo il Financial Times, il sindaco di Firenza dovrà svolgere “il lavoro più difficile in Europa”. Sarà infatti alla guida di un paese con tre problemi economici fondamentali: un enorme debito pubblico, l’assenza di crescita, e un’unione monetaria mal funzionante. “Il lavoro del premier può essere facilmente riassumibile”, scrive il quotidiano britannico, “deve modificare una o più di queste tre variabili – senza combinare un disastro”. Per riuscirci non basteranno le riforme: Renzi dovrà affrontare le banche e resistere ai suoi partner europei e avrà bisogno di “abilità, chiarezza, determinazione e, soprattutto, un sacco di fortuna”.

Il quotidiano spagnolo Abc ha provato a riassumere in 6 punti i maggiori problemi del nostro paese: dalla piaga della disoccupazione giovanile alla diseguaglianza sociale, dal lavoro in nero alla stagnazione economica, per il nuovo governo non mancheranno le sfide da affrontare. “Se Matteo Renzi formerà un nuovo governo dovrà non solo di trasformare la politica italiana, ma anche il suo modello economico”, commenta il quotidiano.

“Le democrazie parlamentari sono spesso disordinate, e l’Italia ha una lunga storia di governi instabili”, scrive Jim Yardley per il New York Times, “Ma gli analisti dicono che Renzi dovrà portare a termine la riforma della legge elettorale perché i cittadini italiani, che si trovano già di fronte a una crisi economica dolorosa, stanno diventando ancora più cinici e diffidenti mentre partiti come il Movimento Cinque Stelle mettono rabbiosamente in discussione la legittimità del governo e la posizione del paese per le elezioni europee di maggio”.

“Matteo Renzi è uno di quegli uomini forti per i quali l’Italia ha un debole”, scrive invece Stefan Ulrich per il quotiodiano tedesco Süddeutsche Zeitung. Il suo primo compito sarà quello di creare una coalizione unita fino alle nuove elezioni. Ma ciò non sarà semplice, dal momento che il suo partito democratico è “un abisso di tradimento” e Renzi avrà bisogno di allearsi con partiti minori del centro.

Per il Washington Post, i problemi economici in Italia sono strettamente legati a un malessere politico radicato in profondità nella storia del paese, segnata da corruzione e faziosità. “Matteo Renzi non sarebbe il primo politico italiano ad assumere la carica promettendo riforme radicali, per poi soccombere alle abitudini radicate del paese e agli interessi particolari”, commenta il quotidiano statunitense, “Eppure, nel paese l’austerità sta dando rendimenti decrescenti, mentre la disperazione sta guidando gli italiani a capire che il cambiamento, anche il cambiamento doloroso, è necessario. Se il governo riuscirà finalmente a compiere le riforme strutturali, l’impatto sull’Italia potrebbe essere storico – e degno di pieno sostegno dal resto d’Europa e dagli Stati Uniti”.

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