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Gli studenti sfidano Maduro
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Gli studenti sfidano Maduro

Violenza, inflazione e carenza di beni di prima necessità: ecco perché i giovani venezuelani scendono in piazza contro il governo

17 Feb. 2014

“Non funziona nulla. Ci sono file per comprare qualsiasi cosa. I prezzi sono alle stelle. Non si può uscire di notte per paura di essere aggrediti. Se qualcuno desidera sposarsi, trovare un posto dove vivere è impossibile. Il paese è diventato invivibile”. Con queste parole Luis descrive la sua vita in Venezuela. Avvocato tirocinante, dopo il master a Manhattan era tornato a Caracas pieno di speranze, ma adesso desidera solo andarsene dal suo paese e non tornare mai più.

Come lui, molti altri giovani sono stanchi di sopportare uno dei tassi d’inflazione più alti al mondo – il 56.2 per cento nel 2013 -, gli omicidi all’ordine del giorno, la scarsità di beni di prima necessità come latte e carta igienica, e la quasi certezza che le cose non miglioreranno presto. Per questo la scorsa settimana sono scesi in piazza, occupando le strade di Caracas, Maracaibo e altre grandi città del Venezuela e chiedendo le dimissioni del presidente Nicolás Maduro. Le proteste sono sfociate in violenza mercoledì, quando tre persone sono state uccise e un centinaio di studenti sono stati arrestati.

Il presidente Maduro ha risposto organizzando lo scorso sabato una marcia “per la pace e contro il fascismo” e accusando pubblicamente Leopoldo Lopez, ex sindaco di Chacao e leader dell’opposizione, di aver incitato i manifestanti alla violenza con l’obiettivo di commettere un colpo di stato. Lopez aveva usato il suo account twitter per chiedere agli studenti a portare avanti proteste pacifiche.

I manifestanti sono per lo più studenti e cittadini della classe media, che non hanno obiettivi ben delineati, sono in minoranza e disarmati. Non è chiaro per quanto tempo le loro proteste continueranno, ma per il momento i manifestanti hanno promesso di rimanere sulle strade, sfidando chiaramente Maduro, che aveva bandito ogni forma di protesta.

A novembre, il parlamento ha concesso al presidente poteri speciali che per un anno gli permettono di adottare leggi con decreto, senza l’approvazione dell’assemblea. Dopo aver ricevuto questo potere, il presidente ha firmato diverse leggi in materia economica, stabilendo prezzi equi per i consumatori. Ma l’opposizione ritiene che queste misure aumenteranno soltanto le distorsioni dell’economia e faranno crescere il mercato nero, grave piaga del paese.

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