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Il mondo questa settimana
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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

31 Gen. 2014

Il parlamento ucraino ha abolito le leggi antiprotesta che avevano alimentato le proteste violente in tutto il Paese [Leggi l’articolo]. Nel frattempo, il presidente Yanukovych si è detto disposto ad accettare un’amnistia per i manifestanti arrestati finora, a condizione che quelli ancora in campo abbandonino gli edifici occupati e smantellino le barricate [Leggi l’articolo].

Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono stati condannati rispettivamente a 25 anni e 28 anni e 6 mesi di reclusione dalla Corte d’Assise d’appello a Firenze. I loro legali hanno preannunciato il ricorso in Cassazione [Leggi l’articolo].

Il governo britannico ha deciso di stanziare fondi extra per gli attivisti russi impegnati nella difesa dei diritti Lgbt, duramente limitata dai provvedimenti del governo di Mosca che vietano le campagne a sostegno della libertà sessuale [Leggi l’articolo]. Nel frattempo, uno studio apparso sulla rivista The Lancet ha attribuito all’abuso di alcol – in particolare di vodka – l’elevata percentuale di morti premature in Russia [Leggi l’articolo].

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione, Barack Obama ha affermato che il 2014 sarà “l’anno della svolta”. Il presidente statunitense ha anche dichiarato che il campo di prigionia di Guantanamo chiuderà entro l’anno [Leggi l’articolo]. Secondo alcuni documenti diffusi da Edward Snowden, l’intelligence americana e quella britannica avrebbero avuto accesso ai dati personali degli utenti di diverse applicazioni per smartphone e dispositivi mobili, tra cui la celebre “Angry Birds” [Leggi l’articolo].

L’Assemblea Nazionale del Nicaragua ha approvato una modifica costituzionale che consente al presidente Daniel Ortega di ricandidarsi per un terzo mandato.

L’esercito thailandese ha incrementato il numero di unità dispiegate a Bangkok, in vista delle elezioni previste per domenica. La Cina ha condannato due attivisti anticorruzione per il ruolo avuto in una protesta, in un giro di vite condannato da Stati Uniti, Unione Europea e gruppi per i diritti umani. Le tensioni tra il Giappone e i suoi vicini asiatici sono emerse con nettezza durante una sessione del Consiglio di Sicurezza Onu: gli inviati diplomatici dei rispettivi Paesi si sono confrontati con parole forti su temi relativi alla loro storia nazionale [Leggi l’articolo].

L’Australia ha approvato un piano per scaricare milioni di tonnellate di sedimenti in un’area molto vicina al Parco della Grande Barriera Corallina, al largo delle coste del Queensland. La decisione fa parte dell’operazione di espansione del porto di carbone di Abbot Point, uno dei più grandi al mondo [Leggi l’articolo].

Il capo dell’esercito egiziano, Abdel Fattah al Sisi, ha dichiarato l’intenzione di presentarsi alle elezioni presidenziali previste per il prossimo aprile. Sisi ha contribuito alla deposizione dell’ex presidente Mohamed Morsi, nel luglio del 2013 [Leggi l’articolo].

Ginevra II termina senza esiti positivi per la pace in Siria. I negoziati, che hanno visto per la prima volta dal 2009 l’incontro diretto tra fazione governativa e fazione d’opposizione siriane, si concludono senza “risultati sostanziali”, secondo quanto dichiarato dal mediatore delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi [Leggi l’articolo].

La polizia del Togo ha arrestato tre persone in seguito al ritrovamento di circa 2 tonnellate di avorio in un container destinato al Vietnam. Continuano le violenze in Repubblica Centrafricana: secondo le Nazioni Unite, sarebbero necessarie almeno 10mila unità per un intervento che argini gli scontri.

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