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Quale opera d’arte vuoi salvare?

Otto opere d'arte da restaurare e non abbastanza soldi per ripararle tutte: il ministero ha chiesto ai cittadini di scegliere

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Quando si tratta di un patrimonio artistico vasto come quello italiano, l’amministrazione si trova talvolta di fronte a una scelta difficile: quali opere d’arte devono essere salvate quando il governo non può permettersi di salvarle tutte? Qualche mese fa il ministero della Cultura italiano ha individuato otto opere d’arte che hanno urgente bisogno di un restauro, ma non ha voluto assumersi la responsabilità della scelta.

Per questo, sono stati i cittadini italiani appassionati di arte a rispondere a questa difficile domanda, votando su un’apposita pagina Facebook.

La votazione si è conclusa il 15 novembre 2013, decretando la vittoria della Madonna con il Bambino del Perugino, che sarà dunque restaurata, ma non è chiaro cosa accadrà alle altre opere, tra cui un dipinto rinascimentale di Raffaello e un cavallo di marmo romano.

La notizia è stata però riportata anche dall’Independent secondo il quale alcuni osservatori dicono che nessuno dovrebbe essere chiamato a fare questa scelta dal momento che l’Italia guadagna così tanto grazie al turismo artistico.

“La Francia, che ha un po’ meno opere da conservare e restaurare, spende l’1 per cento del suo Pil investendo sulla cultura, mentre in Italia si spende solo lo 0,2 per cento”, denuncia l’Independent, “Esperti di restauro e ingegneri spesso notano che perfino la Grecia fa un lavoro migliore nel prendersi cura delle sue opere d’arte antiche, nonostante la crisi economica.”

L’Italia è il Paese con il più alto numero di siti dichiarati Patrimonio Mondiale dall’Unesco. Inoltre il turismo fornisce al nostro Paese il 10 per cento del Pil e 2,7 milioni di posti di lavoro. Ma, come riportato anche dal giornale portoghese Pùblico, pochi giorni fa l’associazione Federcultura ha dichiarato che mentre nel 2008 gli investimenti per la conservazione del patrimonio artistico italiano ammontavano a 168 milioni di euro, nel 2013 sono stati investiti solo 75 milioni.

Inoltre, uno studio pubblicato dall’agenzia di stampa Reuters lo scorso novembre ha messo in luce che solo la metà dei musei del Paese hanno un sito web, che le opere esposte al loro interno spesso non sono identificate e che i visitatori sono scarsi rispetto ai principali siti d’arte stranieri. I primi 15 siti e musei italiani, come il Foro Romano, la Galleria degli Uffizi di Firenze e l’antica città di Pompei, hanno registrato meno di un milione di visitatori ciascuno nel 2011. Al contrario, il Louvre, museo più visitato al mondo, ha avuto 9,7 milioni di visitatori nel 2012.