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Renzi il pragmatico

Secondo il Financial Times l'accordo con Berlusconi è un male necessario, che fornisce all'Italia l'unica chance per le riforme

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Dopo le dure critiche che hanno colpito Matteo Renzi e il botta e riposta che ha condotto alle dimissioni del presidente del Partito Democratico, Gianni Cuperlo, il Financial Times loda in un editoriale l’operato del sindaco di Firenze.

“Diamo alle riforme a Roma una possibilità”, così titola il quotidiano britannico, definendo l’accordo con Silvio Berlusconi, leader del centrodestra, un “male necessario”. Secondo il Financial Times, infatti, se è opinione comune che l’economia italiana abbia un immediato bisogno di riforme, è pur vero che molti dei problemi del sistema italiano possono farsi risalire all’assetto costituzionale del Paese, che ha reso impossibile ai governi precedenti intervenire in modo deciso sull’economia.

L’accordo tra Renzi e Berlusconi mira a fornire una nuova legge elettorale al Paese, a porre fine al bicameralismo perfetto modificando i poteri del Senato e a fornire alle Regioni più poteri in materia di turismo, trasporti ed energia.

Ma ovviamente la strategia del segretario del Pd porta con sé dei rischi, il più grande dei quali è, secondo il Financial Times, “la decisione di negoziare con Berlusconi, l’uomo politico meno affidabile in Italia”.

L’altro pericolo viene dalla minoranza del Partito Democratico, che potrebbe decidere di privare Renzi del suo appoggio allontanandosi dal partito. Per questo, “Matteo Renzi, di solito così sfacciato, dovrà usare un tono più conciliante per evitare uno scisma che in ultima analisi potrebbe minare le sue aspirazioni a diventare il prossimo primo ministro d’Italia”, scrive il quotidiano.

“La popolarità di Renzi deve tutto al suo pragmatismo e alla sua determinazione nel fare le cose”, conclude il Financial Times, “Se egli non sarà in grado di trasformare le sue proposte in legge, gli elettori troveranno molto più difficile a credere nei cambiamenti radicali che tanto ama predicare.”

Anche secondo il giornale austriaco Die Presse la scelta di negoziare con Berlusconi è dettata da pragmatismo. “Renzi sa bene che senza Berlusconi non andrà da nessuna parte”, scrive Die Presse, facendo notare, però, che è improbabile che il governo Letta sia contento di essere stato “semplicemente ignorato da Renzi”.

Il quotidiano francese Les Échos scrive invece che “Matteo Renzi ha dato un calcio alle riforme istituzionali della Penisola” e lo ha fatto con una tattica raramente utilizzata in Italia: “un accordo bipartisan nel giro di 72 ore”. Quello che Les Échos definisce “il nuovo uomo forte del centrosinistra italiano” apparentemente ha già compiuto un impresa.