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Verso il festival di Berlino

Rivelata la lista dei concorrenti della Berlinale. Molti i big, ma nessun film italiano

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Berlino capitale del cinema, ancora una volta come dal 1951. Si terrà dal 6 al 16 febbraio la 64° edizione della Berlinale, il Festival Internazionale del Cinema di Berlino, insieme a Cannes e Venezia una delle manifestazioni più prestigiose del settore. Voluto inizialmente dagli alleati occidentali come una “vetrina del mondo libero” nella città divisa, il festival richiama ogni anno migliaia di spettatori: circa 300mila sono i biglietti venduti nell’ultima edizione, 20mila gli esperti in visita.

L’elenco dettagliato dei film della categoria “concorso” è stato presentato oggi e conta 23 pellicole, di cui 20 in gara per l’Orso d’oro e l’Orso d’argento. I film provengono da 20 Paesi, ma l’Italia non è rappresentata. L’elenco completo dei titoli è disponibile qui e qui.

Ieri, invece, sono stati annunciati i componenti della giuria, che avranno il compito di assegnare l’Orso d’oro e l’Orso d’argento: accanto al presidente James Schamus, produttore e sceneggiatore statunitense, siederanno Barbara Broccoli, Trine Dyrholm, Mitra Faharani, Greta Gerwig, Michel Gondry, Tony Leung e Christoph Waltz.

Ad aprire il Festival sarà The Grand Budapest Hotel del regista texano Wes Anderson (Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore; Il treno per il Darjeeling). Il film, girato in Germania, è ambientato negli anni Venti in un lussuoso hotel e racconta la storia avventurosa del concierge Gustave H. e del suo collaboratore Zero Moustafa. Fanno parte del cast, insieme ai protagonisti Ralph Fiennes e Tony Revolori, attori come Adrien Brody, Harvey Keitel, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton, Tilda Swinton e Owen Wilson.

Sarà presentato – ma non concorrerà per l’Orso d’oro – The Monuments Men, scritto, diretto, prodotto e interpretato da George Clooney; nel cast anche Matt Damon, Bill Murray e Cate Blanchett. Il film, tratto dal libro The Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves, and the Greatest Treasure Hunt in History di Robert Morse Edsel, racconta di un gruppo di storici e curatori di musei che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, cercò di mettere in salvo dai nazisti numerose opere d’arte. Un film, questo, particolarmente atteso dal pubblico tedesco, anche alla luce di un recente fatto di cronaca: nel novembre 2013, infatti, è stato comunicato dalle autorità il ritrovamento a Monaco di Baviera di circa 1.400 opere, in buona parte considerate scomparse o sconosciute e mai catalogate, custodite nell’appartamento di Cornelius Gurlitt, 80 anni, figlio del mercante d’arte Hildebrand Gurlitt che operava per conto dei nazisti.

Tra le pellicole fuori concorso sarà presentata alla Berlinale anche la versione lunga del famigerato Nymphomaniac Volume I di Lars von Trier che racconta la vita della ninfomaneJoe dalla nascita ai cinquant’anni. Joe è interpretata dall’attrice Charlotte Gainsbourg, al suo terzo film con il regista danese dopo Melancholia e Antichrist. Il film è uscito a dicembre nella versione corta; a Berlino sarà invece presentata la prima parte di quella lunga (e meno soft), della durata complessiva di 5 ore e mezza.

A ricevere l’Orso d’oro alla carriera sarà il regista inglese Ken Loach. “Ken Loach è uno dei più grandi registi europei – ha commentato il direttore della Berlinale, Dieter Kosslick – Nel corso della sua carriera di quasi 50 anni ha mostrato continuità e innovazione. Il suo profondo interesse per le persone e i loro destini individuali, così come il suo impegno per la società, hanno trovato espressione in una varietà di approcci cinematografici”. Il regista sarà omaggiato con la proiezione di dieci dei suoi film: Cathy Come Home; Kes; The Gamekeeper; Piovono pietre; Ladybird Ladybird; Terra e Libertà; My Name is Joe; Paul, Mick e gli altri; Sweet Sixteen e Il mio amico Eric. Nel 1994 Loach aveva ricevuto il Leone d’oro alla carriera al Festival di Venezia.