Me
Colorado: le canne fanno male?
Condividi su:

Colorado: le canne fanno male?

Alcuni dati

04 Set. 2018

Pochi giorni fa in Colorado è stato reso legale l’uso di cannabis a scopo ricreativo; altrettanto recentemente un team di studiosi francesi guidato dallo psichiatra Laurent Karila ha pubblicato un articolo sulla rivista “Current Pharmaceutical Design” in cui ha riassunto tutte le evidenze scientifiche inerenti ai numerosi effetti negativi per la salute dell’assunzione prolungata di cannabis.

Indipendentemente dal dibattito sulla legalizzazione dell’utilizzo a scopo ricreativo delle sostanze d’abuso (per il quale bisogna prendere in considerazione fenomeni molto complessi quali ad esempio l’efficacia o inefficacia delle politiche di proibizionismo, l’esistenza di multinazionali del tabacco, la lotta alla criminalità organizzata e i rapporti costi-beneficio in termini di spesa pubblica) la comunità scientifica condivide ormai in maniera quasi unanime un dato che viene invece spesso tralasciato dai media: la cannabis non si fuma “a costo zero”, bensì con precise conseguenze sul proprio stato di salute fisica e mentale.

Dopo aver letto un elenco dei possibili danni che l’alcool può recare alla salute, ho smesso di leggere” disse Henny Youngman, e la citazione può di certo essere applicata anche alla cannabis. Ad ogni modo, per chi volesse resistere alla naturale tentazione di smettere di leggere, questi sono i principali effetti dannosi dell’uso prolungato di cannabis riportati nello studio di Laurent Karila e colleghi:

– Peggioramento di funzioni cognitive quali memoria, attenzione, capacità di pianificazione e problem solving

– Aumentata incidenza di disturbi epatici (steatosi e fibrosi), respiratori (bronchite, enfisema) e cardiovascolari (infarto, aritmie)

– Aumentato rischio di sviluppare psicosi e depressione

– Cancerogenesi

– Danneggiamento delle funzioni sessuali e riproduttive

– Sintomi di astinenza quali irritabilità, aggressività, insonnia, febbre, sudorazione profusa, ansia, perdita di appetito, disturbi dell’umore, cefalea, dolori di stomaco, tremori

A questo elenco vanno aggiunti il noto deterioramento del tessuto nervoso a livello di specifiche regioni cerebrali (ippocampo e amigdala) e l’aumentata probabilità di un basso rendimento scolastico e lavorativo

Per dirla con Caparezza, “il famoso beneficio del dubbio esiste: coltivo il dubbio ed è più rilassante della marijuana”.

@savebers

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus