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L’Aquila investe sulla ricerca

Inaugurato a L'Aquila il Gran Sasso Science Institute, nuovo centro internazionale di ricerca scientifica avanzata

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“Chi vorrà mai lavorare o studiare a l’Aquila dopo quello che è successo?” Era quello che si chiedeva Eugenio Coccia, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, all’indomani del terremoto che ha distrutto il centro storico dell’Aquila nel 2009.

Decine di edifici storici erano crollati, 309 persone – tra cui 55 studenti universitari – erano morte a causa del terremoto e, secondo Coccia, il danno culturale subito dalla città avrebbe potuto essere perfino peggiore di quello architettonico.

Fu per questo che, il giorno stesso, lui e alcuni colleghi idearono una strategia: fondare un istituto di ricerca internazionale che avrebbe attratto studenti da tutto il mondo per rilanciare la città. Quattro anni e mezzo dopo il loro sogno si è tradotto in realtà. Lo scorso novembre, infatti, L’Aquila ha inaugurato il nuovo Gran Sasso Science Institute (Gssi), scuola di dottorato internazionale e centro di studi avanzati in fisica, matematica, informatica e scienze sociali.

La storia dell’istituto è stata pubblicata dal New York Times, che ha anche intervistato il fondatore. “Senza il terremoto tutto ciò non sarebbe semplicemente stato possibile”, ha dichiarato Eugenio Coccia, “Abbiamo pensato che questo fosse il modo migliore per reagire a una catastrofe naturale.”

Il centro è stato istituito grazie ai fondi per la ricostruzione messi a disposizione dal governo e dall’Unione Europea. Per il primo anno di dottorato sono stati selezionati 36 studenti, 14 dei quali stranieri. La struttura, che è del tutto indipendente dall’università dell’Aquila, opera sotto la supervisione dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e ha un budget garantito per 3 anni. Dopo il 2016 i risultati ottenuti saranno valutati per determinare i successivi finanziamenti.

Secondo il New York Times, L’Aquila offre agli studenti dell’istituto due grandi vantaggi: il collegamento diretto al laboratorio del Gran Sasso, famoso per il suo neutrino e per gli esperimenti sulla materia oscura che si svolgono in profonde caverne sotto le montagne dell’Appennino, e la possibilità di vivere in una città che è essa stessa un esperimento dal momento che sta lottando per riprendersi dal terremoto.

“La mia università in India è famosa per la ricerca sulle frane, e credo che le nostre competenze integrate potranno fortemente contribuire alla riqualificazione della città”, ha detto Venkatapathy Subramanian, un dottorando in scienze informatiche che proviene dalla Amrita University.

“Per me, è un grande segno che, in un tale contesto devastato, si stia investendo nell’istruzione superiore”, ha detto Paola Inverardi, rettore dell’Università dell’Aquila, “tutto ciò rende L’Aquila una città più forte, più completa e attraente.”

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