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Marcia su Bangkok

Continuano le proteste in Thailandia per le dimissioni del primo ministro e la creazione di un consiglio del popolo

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Ai manifestanti antigovernativi thailandesi non basta che il primo ministro Yingluck Shinawatra abbia sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni per il prossimo 2 febbraio: vogliono un consiglio del popolo alla guida del Paese e le dimissioni di Shinawatra.

Nuove proteste sono iniziate nella giornata di martedì con una marcia di circa cinquemila manifestanti nella capitale thailandese Bangkok. Partita dal quartiere storico della città, la manifestazione non interesserà il centro e finora tutto si è svolto in modo pacifico.

Le autorità thailandesi, comunque, temono un’esplosione di violenza come quella avvenuta lo scorso 26 dicembre, quando in uno scontro tra manifestanti e polizia sono morte quattro persone, tra cui due poliziotti.

Rispondendo a un giornalista Reuters su un ipotizzato colpo di Stato, il capo delle forze armate Prayuth Chan-ocha ha detto: “non bisogna essere spaventati per cose che non sono ancora accadute. E anche se accadono, non c’è da spaventarsi. Voci di questo tipo ci sono ogni anno”.