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La capitale delle slot machines

Con una slot machine ogni 104 abitanti, a Pavia scommettere è fin troppo facile e secondo alcuni questo sta devastando le famiglie

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Questa volta Pavia non è finita sulle pagine dei giornali stranieri per la sua rinomata università, né per il famoso monastero rinascimentale, ma per qualcosa di diverso. Il New York Times ha infatti pubblicato un reportage in cui ha definito la città “la capitale del gioco d’azzardo” in Italia.

A Pavia, slot machines e videolottery possono essere trovate quasi in ogni bar, tabacchi, stazione e centro commerciale, oltre che nelle 13 sale da gioco apposite della città. Si conta una slot machine ogni 104 abitanti, un numero estremamente alto per una città popolata da circa 68 mila persone. Inoltre, secondo un rapporto pubblicato a dicembre dall’agenzia giornalistica sul mercato del gioco, Agimeg, i residenti della provincia di Pavia spendono circa 3 mila euro l’anno nel gioco d’azzardo, più del doppio della media nazionale, che è di milleduecento euro.

Secondo alcuni questo fenomeno è tra le cause dell’incremento dei casi di dipendenza dal gioco d’azzardo, indebitamento, fallimento, depressione e violenza domestica registrati dai servizi sociali. Per tale motivo in città è nato anche un movimento anti-slot, fondato dallo psicologo Simon Feder, il quale è convinto che la diffusione del gioco d’azzardo stia avendo effetti distruttivi sul territorio.

“Si può giocare ovunque. Ci sono delle slot machines anche in farmacia “, ha detto al New York Times un ex giocatore d’azzardo che ora aiuta altri scommettitori patologici in recupero a Pavia.

Ma Pavia non è un caso isolato: secondo Global Betting e Gaming Consultants, l’Italia è diventata negli ultimi anni il più grande mercato del gioco d’azzardo in Europa e il quarto nel mondo dopo Stati Uniti, Giappone e Macao. Nel 2001, il fatturato del gioco d’azzardo in Italia era pari a 4 miliardi di euro. Nel 2012, l’industria ha quadruplicato la cifra, raggiungendo un fatturato di 16 miliardi di euro. La causa scatenante è stata la significativa deregolamentazione operata nel settore una decina di anni fa, che ha creato lo spazio per un vasto mercato illegale in gran parte controllato dalla criminalità organizzata.

La regione Lombardia adesso sta correndo ai ripari e ha approvato alcune agevolazioni fiscali per incentivare i commercianti a rimuovere le slot machines. Ma dal canto loro essi temono di perdere gran parte della loro clientela. Decine di Comuni hanno inoltre elaborato delle misure volte a limitare il gioco d’azzardo, come la riduzione degli orari di apertura.