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Le dieci donne dell’anno

Hanno reso il mondo più consapevole di quanto lavoro resta ancora da fare: ecco le dieci donne che hanno fatto la storia del 2013

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Provengono da Paesi e culture differenti, ma hanno una cosa in comune: nel 2013 si sono distinte per le loro lotte contro la discriminazione, la tirannia o l’ingiustizia. Frida Ghitis, giornalista della Cnn, ha stilato una lista delle donne che nel 2013 hanno contribuito a far aprire gli occhi al resto del mondo su quanto ancora rimanga da fare per i loro diritti.

Prima tra tutte è Malala Yousafzai, la quattordicenne pachistana candidata al premio Nobel per la pace grazie alla sua lotta per il diritto all’istruzione delle ragazze sotto il regime dei talebani. Nel corso dell’anno questa giovanissima attivista ci ha mostrato che nessuno può mettere un freno alle sue parole, nemmeno il talebano che ha cercato di ucciderla. Secondo Frida Ghitis, comunque, gran parte della storia di Malala è ancora da scrivere, dal momento che il suo lavoro è appena iniziato.

Nella lista non poteva mancare il nome di Nadezhda Tolokonnikova delle Pussy Riot, il gruppo punk rock femminile che si è schierato contro l’autoritarismo di Vladimir Putin. Insieme a Maria Alyokhina, Nadezhda è stata arrestata e liberata solo pochi giorni fa, probabilmente nel tentativo di Putin di migliorare la propria immagine prima delle Olimpiadi di Sochi. Mentre era in carcere Nadezhda Tolokonnikova ha fatto lo sciopero della fame e inviato lettere in cui descriveva la brutalità della vita in cella. Non appena è stata rilasciata, ha gridato senza paura: “Russia senza Putin”.

Un ruolo molto importante negli scorsi mesi è stato anche quello della vittima dello stupro di Delhi, una studentessa di fisioterapia di 23 anni, la cui morte per le ferite interne riportate a causa della violenza ha spinto donne e uomini indiani a combattere l’epidemia di stupro in India, una battaglia che sta continuando a fronte di attacchi ancora più brutali.

Nella classifica della Cnn si è guadagnata un posto anche Angela Merkel, meritevole di aver salvato l’economia europea con il suo programma di austerità e dichiarata da Forbes la donna più potente del mondo, che adesso si trova ancora una volta alla guida della Germania con il suo terzo mandato.

Frida Ghitis continua il suo elenco con donne in primo piano nella politica: la statunitense Hillary Clinton e la cilena Michelle Bachelet, che hanno provato al mondo che il carisma non fa differenze di genere. Dopo di loro nella classifica anche due donne che si sono distinte in campo economico, Janet Yellen, capo della Federal Reserve degli Stati Uniti, e Sheryl Sandberg direttore operativo di Facebook, che con il suo bestseller ha esortato le donne a seguire le proprie ambizioni.

A fine classifica un nome lascia sorpresi, quello della pop star Beyoncé, considerata un esempio di artista di successo che ha preso il controllo della sua carriera invece di essere il burattino di qualche uomo d’affari o società, e potenzialmente in grado di rivoluzionare l’industria della musica.

Infine, meritano un posto in classifica anche le donne che hanno guidato la campagna “Women2Drive”, con cui le donne saudite hanno messo in scena ripetuti atti di disobbedienza civile al fine di ottenere il diritto di guidare automobili. Una necessità simbolica e pratica che non è ancora stata soddisfatta.

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