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Italiani che contano

Nella classifica di Foreign Policy sui pensatori più infuenti del 2013 ci sono tre italiani

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C’è anche un pezzetto d’Italia tra le 100 menti più influenti del mondo. La rivista “Foreign Policy” ha selezionato nella sua rassegna speciale “the Leading Global Thinkers of 2013” tre figure Italiane che offrono un’interessante immagine del nostro Paese. Dal presidente della Bce Mario Draghi alla scienziata Fabiola Giannotti, passando per il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge. Ognuno di questi personaggi ha saputo inviare nel proprio campo un messaggio di risonanza mondiale.

Mario Draghi è stato incluso nella sottocategoria dei “decision-makers” per il suo ruolo centrale nell’ambito della crisi dell’eurozona. La rivista americana ricorda che “nonostante sia stato ostacolato, e a dispetto di una crisi di disoccupazione regionale che ancora deve essere realmente affrontata, l’uomo conosciuto come ‘Super Mario’ ha aiutato a fermare il collasso economico dell’Europa”. Benché l’eurozona non si possa certo definire guarita da una crisi senza precedenti, la regione, anche grazie all’impegno dell’ex governatore della Banca d’Italia, ha ricominciato a crescere.

Dall’economia alla scienza. Fabiola Giannotti era già stata messa in evidenza un anno fa dal settimanale Time per i suoi studi al Cern di Ginevra in relazione alla recente scoperta del bosone di Higgs. “Mentre il romanzo della particella di Dio sarà per sempre associato con Englert e Higgs, il merito per i complicati studi di collisioni tra quadrilioni di particelle ad alta velocità che dovrebbero rivelarne l’esistenza va alla Giannotti e al suo team”. Portavoce e responsabile dell’esperimento Atlas presso il Large Hadron Collider (Lhd) del Cern, la Giannotti è sicuramente uno dei più importanti esponenti del mondo della ricerca scientifica italiana. 

La ministra dell’integrazione ha guadagnato il riconoscimento non solo per meriti propri, ma in parte anche per demeriti di altri attorno a lei. Cécile Kyenge si è trovata infatti più volte nell’occhio del ciclone mediatico a causa di attacchi nei suoi confronti. La Kyenge è stata comunque capace di portare avanti la sua dialettica distensiva a favore dell’integrazione razziale sopportando perfino lanci di banane e paragoni con prostitute ed oranghi “con eleganza e fermezza d’animo”.