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Solidarietà a Thamsanqa Jantjie

L’interprete del cerimoniale per Mandela affetto da schizofrenia

Thamsanqa Jantjie, colui che ha tradotto male il discorso della commemorazione per Nelson Mandela usando un linguaggio dei segni incomprensibile e per questo finito sotto i riflettori dei media di tutto il mondo, è affetto da schizofrenia.

Ha dichiarato: “Non c’era nulla che potessi fare, ero da solo in una situazione pericolosa. Ho cercato di controllarmi e non far vedere al mondo cosa stava succedendo. C’erano poliziotti armati intorno a me […] Le allucinazioni sono cominciate proprio in quei 45 minuti […] Ero davanti al mio Paese, non volevo che il mio intervento fosse vergognoso, ero circondato da guardie […] Mi capita all’improvviso […] Ho visto entrare gli angeli dentro lo stadio […] Quando ho avuto l’attacco di panico e cominciato a vedere gli angeli, ho cercato in ogni modo di contenerlo”.

Dalle sue parole traspaiono deliri, allucinazioni, paranoia, panico, paura. Ma traspare anche un grande senso di responsabilità: in preda a un’angoscia montante e irrefrenabile, Thamsanqa Jantjie ha cercato di mantenere un contegno e ha cercato fino alla fine di portare a termine il proprio compito.

Esprimo la mia personale solidarietà e vicinanza a Thamsanqa Jantjie. Nell’auspicio che possa curarsi e ricominciare presto a svolgere il suo lavoro.

@savebers