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Addio Madiba

Decine di migliaia di persone si sono riunite per dire addio a Nelson Mandela a Johannesburg. Il liveblogging della cerimonia

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Ore 14.30 – Nonostante i fischi di parte dei presenti, il presidente del Sudafrica Jacob Zuma ha preso la parola, dicendo che la morte di Nelson Mandela ha provocato dimostrazione di dolore senza precedenti in tutto il mondo. “Mandela ha posto una solida base per il Sudafrica dei nostri sogni: unito, non razzista, non sessista”, ha detto Zuma, “Era un combattente per la libertà senza paura, che ha rifiutato di consentire alla brutalità dello stato di apartheid di ostacolare la liberazione del suo popolo”.

Ricordando che oggi cade la il ventesimo anniversario della vittoria del Premio Nobel da parte di Mandela, il presidente ha detto che Mandela ha posto le basi per una vita migliore per tutti e per la lotta del Sudafrica contro l’HIV / Aids. Zuma ha annunciato inoltre che l’anfiteatro dove Mandela è stato nominato presidente e dove il suo corpo riposerà nei prossimi tre giorni, sarà da oggi chiamato “l’anfiteatro Nelson Mandela”.

“Nostro padre, Madiba, ha dichiarato che la morte è qualcosa di inevitabile, ma quando un uomo ha fatto il suo dovere verso il suo popolo, egli può riposare in pace. Mandela credeva di aver fatto il suo dovere, che adesso il nostro padre ed eroe possa riposare in pace”, ha concluso Zuma.

La cerimonia si conclude con un sermone finale e i ringraziamenti.

 

Ore 13.30 – Alla fine del discorso di Obama molte persone sono andate via dallo stadio, ma i media spiegano che ciò è in parte dovuto al fatto che oggi resta una giornata lavorativa in Sudafrica. Intanto, proseguono i discorsi delle autorità internazionali, e in particolare di Dilma Roussef, presidente del Brasile, Li Yuhanchao, vicepresidente cinese, del presidente della Namibia Pohamba, dell’indiano Pranab Mukherjee e del cubano Raul Castro.

In conclusione, è previsto il discorso del successore di Mandela, Jacob Zuma. Il presidente sudafricano ha ricevuto oggi un’accoglienza ostile da parte della folla ed è stato fischiato ogni volta che la sua immagine è comparsa sugli schermi dello stadio. Il vicepresidente dell’Anc, Cyril Ramaphosa, che guida la cerimonia, ha fatto appello ripetutamente alla folla affinché mostri disciplina.

Ore 13.00 – Dopo il discorso di Nkosazana Dlamini Zuma, presidente della commissione dell’Unione Africana e ministro della Sanità sotto la presidenza di Mandela, è toccato al Presidente Obama prendere la parola.

Il primo presidente nero nella storia degli Stati Uniti è stato accolto con forti applausi e mentre camminava verso il palco ha stretto la mano al presidente cubano Raul Castro, che prenderà la parola in seguito. Obama ha descritto Mandela come “un gigante della storia”, che ha lasciato in eredità al Sudafrica democrazia e libertà. Il presidente ha fatto riferimento alla parola “ubuntu”, che in afrikaans vuol dire “che ci sia una unità per l’umanità”. Nelson Mandela ha incarnato l'”ubuntu”, ha detto Obama, e “ha cambiato le leggi, ma ha anche cambiato i nostri cuori.”

Il presidente statunitense si è anche domandato se nella sua vita ha fatto buon uso della lezione di Mandela e ha detto: ” Troppi leader esprimono solidarietà con Mandela, ma non tollerano il dissenso dal loro stesso popolo. E molti di noi sono compiacenti o cinici”.

Ecco la parte finale del suo discorso:

“Più di trent’anni fa, quando ero ancora uno studente, ho studiato Mandela e la lotte di questa terra. Si è agitato qualcosa in me. Sono stato chiamato alle mie responsabilità – per gli altri e per me stesso – e ho intrapreso un viaggio improbabile che mi ha fatto arrivare qui oggi. E anche se io non sarò mai all’altezza dell’esempio di Madiba, lui mi fa venire voglia di essere migliore. Lui parla a ciò che c’è di meglio dentro di noi. (…) Che grande anima che era. Ci mancherà profondamente. Dio benedica il ricordo di Nelson Mandela. Dio benedica il popolo del Sud Africa.”

 

Ore 12.10 – “Siamo sempre stati consapevoli del fatto che condividiamo Madiba con il Sudafrica, l’Africa e il mondo”, ha detto il generale Thanduxolo Mandela, parlando a nome dei familiari del defunto e aggiungendo: “Madiba ha usato la sua grandezza come mezzo per rendere tutti gli uomini e le donne uguali consentendo loro di vivere la loro vita al loro pieno potenziale”.

Dopo il ricordo di 4 tra i 18 nipoti e i 12 pronipoti di Mandela, ha preso parola tra gli applausi il segretario generale delle Nazioni Unite Ban-Ki-moon, che lo ha descritto come uno dei più grandi leader del mondo, in grado di insegnare con il loro esempio. “Mandela odiava l’odio, non la gente, e ha mostrato il potere sano del perdono. Un dono unico”, ha detto Ban Ki-moon.

Ore 11.30 – Si sono svolte finora le preghiere interconfessionali per Mandela, la prima è stata tenuta dal rabbino Warren Goldstein, a seguire la preghiera indù e quella islamica. Infine ha pregato per Madiba anche Thabo Makgoba, arcivescovo di Città del Capo.

Adesso, dopo l’omaggio della folla che ha dedicato un canto all’ex presidente, ha preso la parola Andrew Mlangeni, che è stato in carcere con Mandela a Robben Island.

Intanto giunge la notizia che molte persone non hanno potuto raggiungere lo stadio a causa della pioggia incessante e dei ritardi della linea ferroviaria.

Ore 11.15 – La celebrazione ha infine inizio, un’ora più tardi del previsto, con l’ascolto dell’inno nazionale del Sudafrica e l’introduzione di Cyril Ramaphosa, vicepresidente dell’African national congress, il partito di governo.

Ramapohosa ha iniziato il suo discorso riferendosi a Mandela come “nostro padre, insegnante e maestro” e si è complimentato con i sudafricani per il modo dignitoso in cui hanno onorato la memoria di Mandela. “Siamo qui per dire a Madiba che il suo lungo cammino è finito, che può finalmente riposare”, ha detto Ramaphosa, “Il suo lungo cammino è finito, ma il nostro è solo all’inizio.”

Lo stadio dove ha luogo la cerimonia è il luogo dove Mandela fece la sua ultima apparizione pubblica, in occasione dei mondiali di calcio del 2010.

Ore 10.45 – L’inizio della cerimonia era previsto per le ore 10 ma molte delle autorità stanno ancora prendendo posto. Intanto la famiglia di Nelson Mandela è già seduta e attende l’inizio della celebrazione. L’ex moglie di Mandela, Winnie, è stata accolta con affetto dalla folla che ha cantato in coro il suo nome. Il presidente delle Nazioni Unite Ban-Ki-Moon è stato salutato nello stadio con calorosi applausi, ma si sono uditi anche sonori fischi quando il vicepresidente della Cina, Li Yuanchao, è stato introdotto dal palco.

Qui il programma ufficiale della celebrazione.

Qui la diretta streaming dell’evento di Abc news.

Ore 9.30 – Circa 95 mila persone oggi sono attese presso l’Fnb Stadium di Soweto, a Johannesburg, per l’ultimo saluto a Nelson Mandela, scomparso lo scorso 5 dicembre all’età di 95 anni.

La cerimonia di oggi, prevista per le 10 (ore italiane) darà inizio alla settimana di celebrazioni in ricordo del leader sudafricano, che si concluderà con i funerali di stato il 15 dicembre. Oltre 90 capi di stato e di governo prenderanno parte alla cerimonia, che sarà probabilmente uno dei più grandi raduni di autorità internazionali degli ultimi anni e per questo i servizi di sicurezza saranno molto stringenti.

Oltre al premier italiano Enrico Letta e alla presidente della Camera Laura Boldrini, saranno presenti il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e il premier britannico David Cameron, il presidente cubano Raul Castro, il cardinale Turkson in rappresentanza di papa Francesco, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon e il presidente della Commissione europea Manuel Barroso. Sono attese anche molte celebrità, tra cui il cantante Bono Vox. Sarà assente invece il Dalai Lama, malgrado l’invito ufficiale. Il presidente Jacob Zuma si occuperà del servizio, che sarà proiettato su dei grandi schermi.

Molte persone hanno trascorso già diverse ore in piedi sotto la pioggia in attesa di entrare allo stadio e secondo Pumza Fihlani, reporter della Bbc, la folla è di buon umore, alcuni cantano e ballano pestando i piedi e nello stadio si respira l’aria di una manifestazione politica.