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Renzi e il cambiamento

E' solo liberandosi delle proprie paure, dei propri pregiudizi e dei retaggi del passato che il PD può essere protagonista

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Il ruolo di un Partito politico è quello di rappresentare le proprie idee alla luce del momento che si vive, sapendo interpretare i tempi ed i cambiamenti della società. In poche parole, tutto quello che il PD, da un po’ di tempo a questa parte, ha cessato di fare: è probabilmente questa, infatti, la ragione della sconfitta elettorale del Febbraio scorso.

Il PD di Bersani aveva infatti dato per scontato che il crollo del PdL li avrebbe portati alla vittoria senza la necessità di sforzarsi, senza neanche il bisogno di dare ai cittadini le risposte che cercavano dalla politica, perchè tanto ci sarebbe stato uno zoccolo duro che li avrebbe votati comunque. Così non è stato: quello zoccolo duro stesso si è sfaldato di fronte ad un partito immobile, che neanche si è impegnato a dare ai cittadini quelle risposte che chiedevano, e sono stati in tanti, anche tra i più tradizionali elettori del PD, a preferirgli Grillo o Monti.

Per il PD è stato come sbagliare un rigore a porta vuota: e pensare che quelle elezioni sarebbero potute essere la rivalsa dopo anni di sconfitte. Ma non era ancora finita: poco dopo, 101 grandi elettori del Presidente della Repubblica – formalmente ancora tutti anonimi -, tradivano Romano Prodi, tradendo con esso la storia e l’identità stessa del Partito Democratico.

Oggi il PD, se vuole tornare ad essere un grande partito, protagonista della scena politica Italiana, non semplice comparsa nel Governo di larghe intese, ma in grado di dettarne l’agenda politica, ha il dovere di uscire da questa situazione, di rialzarsi, e di riiniziare a saper interpretare questo momento di cambiamenti.

A fargli superare questo momento, non potranno sicuramente essere gli stessi dirigenti che lo hanno portato a questa situazione, ma una nuova classe dirigente cui dare l’occasione di dare una scossa al PD ed all’intero scenario politico Italiano. Può il PD continuare ad inseguire Berlusconi prima ancora di avere una propria idea? Il prossimo anno, alle Europee, votaranno ragazzi nati nel 1996, ben due anni dopo la discesa in campo di Berlusconi… E’ sicuramente giunta, per il PD, l’ora di un vero cambiamento.

E’ per questa ragione che ritengo che la proposta politica di Matteo Renzi sia la migliore per interpretare questo cambiamento. Il Partito che ha in mente Renzi è un partito che creda in sè stesso, che esca definitivamente dall’anti-Berlusconismo fine a sè stesso, dal post-Comunismo e dal post-compromesso storico, ma un Partito di Centrosinistra moderno, Liberale e che sappia parlare a tutti. Non si può continuare a pensare, ancora oggi, che si vince se ci si allea con più partiti: si vince se si prendono più voti, anche da destra, anche dal Cinque Stelle, ed i voti si prendono con una proposta politica che coinvolga tutti e parli a tutti, che risponda alle esigenze dei cittadini, senza pregiudizi ideologici, proprio come Matteo Renzi, da Sindaco di Firenze, sta facendo da anni.

E’ solo liberandosi delle proprie paure, dei propri pregiudizi e dei retaggi del passato che il PD può tornare ad essere protagonista. E Matteo Renzi sarebbe il Segretario migliore per farlo.