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Discriminazione contro i Rom

Il comune di Roma nega ai rom alloggi appropriati e servizi. Amnesty denuncia la violazione dei loro diritti nella capitale

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Un rapporto pubblicato da Amnesty International ha denunciato la discriminazione e la violazione dei diritti umani nei confronti delle popolazioni rom nella capitale italiana.

Il documento, intitolato “Due pesi e due misure: le politiche abitative dell’Italia discriminano i rom”, denuncia come le autorità comunali di Roma abbiano portato avanti un sistema a doppio binario per l’assegnazione degli alloggi popolari e negato a migliaia di rom il diritto a un alloggio adeguato, obbligandoli a vivere in campi segregati ai margini delle città e in abitazioni ben al di sotto degli standard internazionali.

“Erroneamente etichettandoli come “nomadi”, per anni le autorità municipali di Roma hanno alloggiato i rom senza casa in container e roulotte sovraffollati all’interno di campi monoetnici, lontani da servizi essenziali e mezzi di trasporto”, si legge nel rapporto, “Se chi non è rom può almeno sperare in una delle poche case popolari disponibili, qualora ne abbia bisogno, per i rom che vivono nei campi autorizzati ciò è praticamente impossibile, a causa di criteri di assegnazione che non possono soddisfare e dai quali sono stati di recente espressamente esclusi”. Simili violazioni avvengono, secondo Amnesty, anche in altre parti d’Italia, e si pongono in contrasto con i diritti umani internazionali e con la legislazione anti-discriminazione dell’Unione Europea.

Secondo i dati ufficiali, i rom che vivono nei campi autorizzati della capitale sono più di 4 mila, mentre si stima che in Italia le persone rom, sinti e camminanti oscillino tra i 130.000 e 170.000, cioè circa lo 0,2 per cento della popolazione italiana.

Secondo i dati forniti dalla Commissione Europea, il numero dei rom residenti nel territorio dell’Unione oscilla tra i 10 e i 12 milioni, e questo ne fa la più grande minoranza etnica in Europa. La maggior parte dei rom, inoltre, sono cittadini europei. Al momento, solo pochi di loro hanno raggiunto l’Europa occidentale, ma dal prossimo gennaio in alcuni Paesi dell’Ue finiranno le restrizioni al diritto di lavoro per rumeni e bulgari, e questo potrebbe favorire il loro spostamento verso ovest.

L’attenzione dei media internazionali si è recentemente concentrata sui rom a causa delle vicende di due bambine. La prima si chiama Leonarda, ha 15 anni e viveva in Francia dal 2009, ma il mese scorso è stata prelevata da un autobus durante una gita scolastica per essere espulsa e rimandata in Kosovo con il resto della sua famiglia, di etnia rom, scatenando la protesta degli studenti francesi. La seconda si chiama Maria, ha 4 anni e i capelli biondi. È stata trovata in un campo rom nella Grecia centrale, e questo ha destato i sospetti della polizia, che ha notato la scarsa somiglianza con gli adulti che erano con lei. La coppia è stata accusata di sottrazione di minori, prima che si scoprisse che la bambina era stata acquistata da una coppia di rom bulgari con il consenso dei genitori, che non potevano permettersi di mantenerla.