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La cautela di Netanyahu

Il primo ministro israeliano sospende il nuovo piano di insediamenti su sollecitazione degli Stati Uniti

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Il piano per la costruzione di 23mila nuove case nella Cisgiordania occupata e nella Gerusalemme est è stato bloccato. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato ieri al ministro per la Casa Uri Ariel di rivedere i progetti proposti.

A franare il leader della destra israeliana, da sempre sostenitore della costruzione di insediamenti nel territorio palestinese, è stata la paura di una critica internazionale che potrebbe far saltare i negoziati per un accordo con l’Iran riguardo al suo programma nucleare. La rabbia dei palestinesi, inoltre, minaccia di far saltare il tavolo delle trattative, che vanno avanti da tre mesi con la mediazione di Washington.

La proposta di bloccare la costruzione di nuove abitazioni viene proprio dagli Stati Uniti, pochi giorni dopo la visita di John Kerry in Israele. La notizia ha colto di sorpresa Netanyahu, che in una dichiarazione pubblicata ieri ha detto: “l’attenzione mondiale non deve essere deviata da quello che è l’obiettivo primario: impedire all’Iran di raggiungere un accordo che gli consenta di proseguire il suo programma militare nucleare”.