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“Vado a scuola”

Quando l'istruzione è una corsa a ostacoli negli angoli più più belli del pianeta. Savana, Patagonia, Atlante e India.

Un gran film su un tema semplice, essenziale, vitale, in certi luoghi anche rivoluzionario: l’istruzione. “Vado a scuola” di Pascal Plisson è un capolavoro da Oscar. Un lungometraggio talmente bello che si fa davvero fatica a incastrare nella cornice del documentario. Eppure lo è, perché le storie di Jackson (Kenia), Zahira (Marocco), Carlos (Patagonia) e Samuel (India) sono tutte vere. Sono adolescenti che all’età di 10 e 11 anni vanno a scuola non come bambini ma come adulti. Di infantile c’è solo la freschezza dei sorrisi e la loro straordinaria energia.

Zahira è l’orgoglio della sua nonna analfabeta e ogni lunedì attraversa una montagna dell’Atlante per recarsi con le sue due amiche nella scuola più vicina villaggio che dista quattro ore di cammino. Jackson con la sorellina Leila viene benedetto dal padre prima di percorrere i 10 chilometri di savana che lo separano dalla classe. «Attento agli elefanti», gli dice prima di stringerlo a sé. Carlito vive nella pampas, a scuola ci va col cavallo e la sorellina aggrappata dietro come un koala. Infine c’è Samuel, disabile dalle grandi capacità d’apprendimento, immerso in un’India costiera poverissima dove però non c’è spazio per il razzismo di casta. Quattro storie uniche, semplici, genuinamente commoventi, davanti a questo documentario non si piange per pietismo ma per gioia. È come se il regista dotasse lo spettatore di una lunga corda con cui agganciarsi a tanta, potentissima, energia. Le quattro storie hanno due grandi punti in comune: la solidarietà, tra amici e fratelli, e il senso di responsabilità.

Ogni personaggio porta le sue croci ma non c’è niente che distoglie i piccoli da loro obiettivo: raggiungere la scuola. È così che si fugge dagli elefanti, che si continua a camminare per ore con una caviglia slogata, che puliscono i ferri degli zoccoli del cavallo o che si spinge un fratello sulla sedia a rotelle con una ruota sgonfia. Ostacoli che però non scalfiscono questi piccoli eroi dal divenire maestra, veterinario, medico e pilota: «per guardare la natura dall’alto» dice Jackson. E che natura! I paesaggi di “Vado a scuola” sono meravigliosi, le inquadrature ampie e aeree donano al film una dimensione epica che trascende, e di molto, la dimensione documentaristica. Semplicemente straordinario! 

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