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L’ammutinamento del centrodestra

Il governo Letta resta in piedi e la crisi politica si rivela la crisi di un solo uomo. L'editoriale del Guardian

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Alla fine dei conti, non c’era nessuna crisi politica. O meglio, la presunta crisi riguardava solo un uomo – Silvio Berlusconi. All’indomani del voto di fiducia accordato dal Senato al governo Letta, il Guardian ha dedicato un editoriale alla giornata di ieri, definita “memorabile” per il primo ministro.

Secondo il quotidiano, la conclusione più importante che si può trarre dagli avvenimenti di ieri è che Berlusconi ha perso il sostegno di gran parte del Pdl. L’ “ammutinamento” di 25 parlamentari del centro-destra, che sarebbero stati pronti a votare la fiducia al governo nonostante gli ordini del loro leader, parla chiaro: Berlusconi non ha più il controllo del suo partito.

“La sua caduta è stata brusca e, forse questa volta, conclusiva”, scrive il Guardian, aggiungendo: “Questa crisi politica era interamente di sua creazione. Riguardava lui”.

Secondo il quotidiano, molti membri del partito e ex-sostenitori di Silvio Berlusconi non vedevano le ragioni di far cadere il governo adesso e guardare il loro leader “giocare” con la coalizione, proprio durante quella che per l’Italia è la più lunga recessione dalla seconda guerra mondiale, è stato troppo.

“Per Enrico Letta , le scene accadute in Senato sono una sorta di vittoria di Pirro”, scrive il Guardian. Letta infatti ha assistito a una rivolta dal basso, non a un successo personale come sarebbe accaduto se Berlusconi avesse votato contro la fiducia e avesse perso.

Per il Guardian, il primo ministro è uscito sicuramente rafforzato dalla prospettiva di una spaccatura nelle file del Pdl, ma fino a quando ciò non avverrà definitivamente e non si formerà un nuovo gruppo di centro-destra l’attuale coalizione continuerà probabilmente ad oscillare da una crisi all’altra.

“Quindi”, conclude il quotidiano, “anche se si può vedere l’inizio della fine di un’epoca in cui Berlusconi ha dominato il centro-destra, fino a quando non emergerà un moderno partito riformista in grado di sostituire Forza Italia, questo sogno rimarrà ancora lontano dal compimento.”

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