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La scelta di Silvio

Il Financial Times accusa Berlusconi: sta prendendo in giro gli italiani e mettendo i propri interessi sopra quelli del suo Paese

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Sabato scorso Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ha ordinato a cinque ministri del suo partito di dimettersi dal governo Letta, provocando una crisi politica finita sulle prime pagine di tutti i giornali stranieri. Il Financial Times ha pubblicato ieri un duro editoriale contro la scelta dell’ex primo ministro.

Il “magnate screditato” – come viene definito Berlusconi dal quotidiano – sostiene di aver compiuto questa scelta a causa della decisione del governo di aumentare l’Iva a partire dal mese prossimo, ma in realtà la crisi politica è, secondo il giornale, “chiaramente dovuta alle disgrazie personali del leader del Pdl”.

“Come è stato dimostrato più e più volte nel corso degli ultimi due decenni, Berlusconi ha messo i proprio interessi davanti al suo Paese”, scrive il Financial Times, aggiungendo che “l’incurante ostentazione di faccia tosta da parte di Berlusconi si aggiunge alle difficoltà che vivono gli italiani, i quali stanno attraversando la più grave crisi economica degli ultimi decenni.”

Se l’intervento della Banca Centrale Europea aveva contribuito ad allentare le pressioni sul debito italiano, la rinnovata instabilità politica è ora destinata – secondo il quotidiano – a spaventare gli investitori e a smorzare la fiducia che stava nascendo grazie ai fragili segnali di ripresa economica.

“Non è chiaro ciò che emergerà dalla nebbia politica a Roma”, scrive il Financial Times, ma ciò di cui l’Italia ha bisogno è “un governo che riporti la crescita economica e rinnovi la fiducia in un sistema politico che ha perso credibilità. Finora il governo Letta ha ampiamente fallito su entrambi i fronti.”

Eppure, la crisi potrebbe fornire ai politici di entrambi gli schieramenti la possibilità di un nuovo inizio. In particolare “i ministri del Pdl hanno l’ultima possibilità di mostrare che sono stati eletti per servire i cittadini italiani e non il loro leader”, spiega il quotidiano. Nel caso in cui, invece, si dovessero tenere nuove elezioni, quasi certamente i mercati non renderanno la vita facile all’Italia, ma per il Financial Times “la speranza è che gli elettori puniscano il partito di Berlusconi per lo scompiglio che ha provocato.”

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