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Barton e il Rainbow laces movement

L'eccentrico centrocampista del QPR sostiene una campagna contro l'omofobia nel calcio indossando lacci color arcobaleno

Immagine di copertina

Joey Barton, è un buon centrocampista, copre, picchia, difende ed è dotato di una discreta tecnica; è però anche una testa calda, uno che non si fa facilmente mettere i piedi in testa, un collezionatore di cartellini gialli e rossi, che è stato coinvolto in diverse risse dentro e fuori dal campo, motivo per cui la sua carriera come calciatore non è mai veramente decollata.

In un mondo generalmente iporcrita tuttavia il trentunenne Barton è riuscito a emergere, non tanto per il suo talento mai emerso completamente, ma perché ha sempre detto pubblicamente ciò che pensava. Lettore accanito, nei suoi twit mai banali passa con semplicità dal calcio a Orwell; ecco perché la BCC ha affermato che: “come sportivo-filosofo rivaleggia col miglior Eric Cantona”.

Considerando che già in passato Barton aveva fatto dichiarazioni contro l’omertà omofoba del calcio, non sorprende che sia stato il primo calciatore a sostenere la campagna di Stonewall. Quest’organizzazione, con l’aiuto economico di una nota agenzia di scommesse, ha proposto ai calciatori britannici di indossare nel weekend del 21 e 22 settembre i lacci delle scarpe color arcobaleno.

“È giunto il momento che le squadre e i giocatori si esprimano contro l’omofobia nel calcio. Indossando lacci color arcobaleno i giocatori manderanno un messaggio di supporto ai colleghi omosessuali e cominceranno a portare il calcio nel ventunesimo secolo“, ha dichiarato la promotrice della campagna Laura Doughty.

Joey Barton ha risposto presente. Ora vedremo nel weekend di Premier League quanti altri ragazzi sapranno dare un calcio all’omofobia.

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