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Lo stile Agnelli

Il Wall Street Journal definisce Gianni Agnelli uno degli uomini più imitati degli ultimi 50 anni per il suo stile inconfondibile

Immagine di copertina

Gianni Agnelli aveva uno stile unico che lo ha reso uno degli uomini più imitati dell’ultimo mezzo secolo.

Almeno secondo il Wall Street Journal, che ha definito l’ex presidente della Fiat il “playboy dei playboy nell’età del jet-set”.

L’ingrediente principale del suo stile era la qualità. Indossava gli abiti più eleganti, fatti su misura da Caraceni, e le camicie Battistoni, ma poi giocava con loro, attraverso una studiata disattenzione che lo ha reso un’icona per gli anni a venire.

“Il suo stile andava molto oltre i vestiti, era un atteggiamento, una risposta filosofica all’assurdo”, scrive il quotidiano, che aggiunge: “Guardarlo potrebbe dirti come vivere, come comportarti”, perché possedeva la cosidetta “sprezzatura”, un’ostentata trascuratezza che nasce dalla coscienza delle proprie qualità.

Taki Theodoracopulos, scrittore e figlio di un magnate della navigazione greca, faceva parte dello stesso ambiente sociale di Agnelli, e spiega: “La cravatta di traverso, la camicia sbottonata, niente è stato un incidente. Oppure, per dirla in altro modo, è stato concepito per essere un incidente, il che lo ha reso ancora più elegante.” Quel look frettoloso è ciò che la gente ha cercato di imitare: l’eleganza quasi casuale, la spensieratezza che Agnelli poteva permettersi per la vita che conduceva.

Lo stilista Robert Rebensteiner, parlando con il Wall Street Journal, ha fatto riferimento al “paradosso di Agnelli”: l’elemento che caratterizza maggiormente Gianni Agnelli è l’essere inimitabile. “Non si tratta solo della bellezza di mettere l’orologio sopra la camicia”, spiega riferendosi all’abitudine dell’imprenditore, “è qualcosa di unico, l’eleganza nella sua mente.”

Il Wall Street Journal paragona la biografia di Agnelli a un romanzo di Stendhal. Gianni nasce nel 1921, in una benestante famiglia italiana.

Suo nonno, Giovanni Agnelli, un ricco proprietario terriero, è stato il fondatore della Fiat.

Durante la seconda guerra mondiale Agnelli è ferito due volte sul fronte russo e una terza volta in Nordafrica – dove si vocifera che un ufficiale tedesco gli abbia sparato al braccio per via di una ragazza. Dopo la fine della guerra, assume la guida dell’azienda di famiglia, che tra gli anni ’60 e ’70 conta più dipendenti di ogni altra industria del Paese. Nel 1991 è nominato senatore a vita.

Soprannominato “l’avvocato” per la laurea in legge, è stato uno scapolo molto desiderabile. Prima e durante il suo matrimonio con Donna Marella Caracciolo di Castagneto, ha intrattenuto relazioni anche con Pamela Churchill, Anita Ekberg e Jacqueline Kennedy.