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La Fiat punta sul lusso

L'azienda torna a investire a Mirafiori e per uscire dalla crisi scommette su nuove auto di lusso, come scrive il Financial Times

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La Fiat è pronta a portare avanti gli investimenti per lo stabilimento di Mirafiori, nella sua città natale di Torino, dopo aver guadagnato il sostegno del sindacato per estendere a 5.300 lavoratori la cassa integrazione straordinaria quest’anno.

I leader del sindacato hanno detto che l’investimento si aggirerà intorno a 1 miliardo di euro e riguarderà la produzione di un Suv Maserati.

Per il Financial Times, si tratta di un investimento che mira a trasformare la sede italiana nel fulcro della produzione delle automobili di lusso, puntando sulle esportazioni di Alfa Romeo, Maserati e altre nuove auto. In tal modo l’azienda tenta di affrontare il problema della sovraccapacità e del crollo di domanda in Europa.

Come scrive l’autrice dell’articolo, Rachel Sanderson, la scommessa della Fiat per investire in Italia arriva in un momento in cui si è registrata un’accelerazione nelle acquisizioni estere delle marche più conosciute del Paese. Molti acquirenti provengono da Francia e Germania, e contano sulla domanda di prodotti italiani di fascia superiore da parte dei consumatori americani e asiatici.

Gruppi che producono beni di lusso come Loro Piana, Pomellato, Bulgari, Brioni e Valentino sono stati acquistati negli ultimi cinque anni. La tedesca Audi ha acquisito la Ducati, produttrice di moto d’élite, nel 2012.

La Fiat spera quindi che le nuove auto che sta progettando di lanciare scongiureranno la chiusura degli stabilimenti italiani, attirando nuovi clienti da Cina e Stati Uniti. Gli analisti considerano la decisione di Marchionne una scelta estrema per mantenere la casa automobilistica nel suo Paese d’origine. L’amministratore delegato della Fiat aveva infatti minacciato di chiudere la produzione in Italia, se non si fosse riusciti a trovare un accordo con i sindacati.

Le vendite di auto europee sono diminuite del 6,6 per cento alla fine del mese di luglio rispetto allo stesso periodo di un anno fa. “Il tempismo è fondamentale”, scrive Rachel Sanderson, “I costruttori europei si aspettano che il calo delle vendite possa essere livellato nel 2014 grazie ad alcuni segnali di miglioramento in questo tormentato settore.”

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