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Manning pagherà per cambiare sesso

Il carcere dov’è detenuto non offrirà alla talpa di Wikileaks i farmaci necessari a intraprendere la terapia ormonale

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Bradley Manning e Chelsea Manning non sono fratello e sorella, non sono due persone differenti. Per il primo la vita si è conclusa con una condanna a 35 anni di carcere per il suo ruolo nel “Cablegate”, mentre per la seconda tutto inizia proprio da una prigione, il carcere militare di Fort Leavenworth.

Il soldato Manning sa che tutti la ricorderanno come Bradley, nonostante abbia richiesto pubblicamente di essere riconosciuta come Chelsea: «Siamo consapevoli che la maggior parte delle persone la conosce come Bradley – ha detto David Coombs, l’avvocato di Manning, all’ “Associated Press” – Chelsea è una realista e lo capisce».

Il desiderio di vivere come Chelsea è stato espresso una settimana fa, proprio nel momento in cui Bradley ha appreso che nessuno in prigione gli avrebbe fornito i farmaci e tutti gli strumenti utili per la terapia ormonale da lui richiesta. “È stato solo dopo che da Fort Leavenworth hanno detto che non avrebbero fornito alcun tipo di trattamento medico che abbiamo deciso di non aspettare”, ha detto l’avvocato.

E nonostante Fort Leavenworth abbia comunicato che non fornirà al detenuto “la terapia ormonale o la chirurgia per cambiare sesso”, Manning si è detta disposta a pagare qualsiasi trattamento, specificando che non vuole un intervento chirurgico per cambiare sesso ma vuole semplicemente iniziare il ciclo di estrogeni che sviluppano le caratteristiche femminili.

La scelta di Manning ha preoccupato un po’ tutti per l’ambiguità che può creare sul suo nome, ma l’avvocato ha precisato che “sarà indicato come Bradley in tutti quei casi che richiamano gli eventi precedenti alla condanna, quindi anche l’appello alla corte marziale e la possibile richiesta di una grazia presidenziale. Tranne che in queste tre situazioni, Bradley lascerà il posto a Chelsea, sperando che almeno lei possa vivere una vita più tranquilla del soldato Manning.