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La leva della crisi

In Grecia il servizio militare è ancora obbligatorio. Con la crisi, i giovani devono scegliere se arruolarsi o sfidare la legge

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Spyros non ha una casa e non ha un lavoro, ma deve allo Stato greco più di 20 mila euro. I suoi problemi sono arrivati pochi mesi dopo la laurea, quando ha ricevuto la prima lettera del Ministero della Difesa che gli ordinava di prestare servizio militare.

In Grecia l’obbligo di leva vale dai 19 ai 45 anni, per un periodo di circa nove mesi. Dal 1997 le reclute possono fare obiezione di coscienza, ma la loro richiesta deve essere accettata da uno specifico comitato; a Spyros, ad esempio, hanno detto di no. Da allora ha ignorato le altre raccomandate infilate nella cassetta della posta, malgrado sapesse che ogni mancata risposta equivaleva a 6 mila euro di multa. A 45 anni il suo debito con lo stato potrebbe essere di 120 mila euro, se continua a disertare.

“Il servizio civile è degradante. Ti spediscono per 15 mesi in un ospizio sperduto in qualche angolo del Paese, dove la cosa più dignitosa che puoi fare è pulire il sedere agli anziani”, racconta. L’Associazione degli Obiettori di Coscienza denuncia che, dall’inizio del 2013, il governo greco ha arrestato almeno dieci renitenti, sottoponendo a processo sei di loro.

Austria e Grecia sono gli unici paesi dell’euro-zona ad aver mantenuto la coscrizione militare dopo la fine della Guerra Fredda. Il governo austriaco ha cercato di adeguarsi alla tendenza comunitaria proponendo un referendum, vigorosamente respinto dalla popolazione lo scorso gennaio. Il fronte greco non ha invece voluto mai mettere in discussione l’obbligatorietà dell’arma, nonostante l’Unione Europea abbia più volte indicato ad Atene come tale manovra alleggerirebbe la sua spesa pubblica.

La Grecia stanzia per la difesa quasi il 6 per cento del proprio erario, una percentuale di due punti superiore alla media europea. Sotto la pressione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel 2014 licenzierà almeno 15 mila funzionari di polizia e ridimensionerà la propria industria militare. Anche l’esercito subirà dei tagli, ma gli stipendi degli ufficiali non saranno toccati. All’inizio del 2010 la disoccupazione tra la popolazione greca di età compresa tra i 20 e i 45 anni si fermava al 9 per cento, mentre oggi supera il 25 per cento. Spyros, seduto sul molo di Salonicco, medita di emigrare in Italia. Non vuole sostenere le scelte di bilancio del governo, accettando di indossare una divisa.