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Marijuana legalizzata

L'Uruguay sarà il primo Paese al mondo a creare un'industria legale di marijuana per tentare di frenare il crimine organizzato

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La Camera bassa del Parlamento uruguaiano ha approvato il progetto di legge che legalizza la produzione, la distribuzione e la vendita di marijuana. Adesso manca solo il voto favorevole della Camera alta perché il disegno diventi legge e l’Uruguay diventi il primo Paese al mondo con un sistema di controllo e regolamentazione dell’importazione, esportazione, coltivazione e commercializzazione di cannabis e dei suoi derivati.

La proposta è stata approvata con 50 voti favorevoli contro 46 contrari e dopo 13 ore di acceso dibattito. In Senato, dove il partito di governo può contare su una maggioranza più ampia, si prevede che ottenere l’approvazione sarà più semplice.

L’elevato costo e i risultati discutibili della risposta militare al commercio di droghe illegali hanno motivato iniziative di legalizzazione della marijuana anche negli stati del Colorado e di Washington negli Stati Uniti, e hanno ispirato molti leader del mondo a ripensare le leggi sulla droga.

Se – come previsto – il progetto diverrà legge, lo Stato concederà una licenza a chi produce, vende o consuma cannabis, e terrà un registro privato per evitare che la gente compri più di 40 grammi al mese. Per chi è senza licenza sono previste sanzioni penali, tra cui la detenzione.

La proposta contiene inoltre la previsione di un rafforzamento dell’educazione sull’argomento e il divieto di guida sotto l’effetto di marijuana. Sarà inoltre possibile comprare il prodotto in farmacia e sarà creato un Istituto per la regolazione e il controllo del cannabis.

Anche se recenti sondaggi dicono che i due terzi degli uruguaiani rimangono contrari a questa decisione, decine di attivisti pro-marijuana hanno seguito il dibattito. “Il mercato della vendita di marijuana esiste da molto tempo, ma illegalmente” afferma Camilo Collazo, 25 anni, studente di antropologia. “Vogliamo che questo finisca,così che la situazione sia ripulita e resa normale”.

I sostenitori della proposta dicono che sarà utile per eliminare una contraddizione nell’ordinamento uruguaiano, che consente il consumo ma vieta la vendita, l’acquisto o il possesso anche solo di una pianta di marijuana.

Chi si oppone alla legge fa leva su altri punti. Gerardo Amarilla, deputato del National Party, ha detto che il governo sta sottovalutando il rischio che la misura comporta, dal momento che si tratta di una “droga di passaggio” per le droghe pesanti, che sono tra le cause dei crimini violenti.

“Il 98 per cento di coloro che oggi stanno distruggendo se stessi con la cocaina ha iniziato con il consumo di marijuana” ha detto, aggiungendo: “Credo che stiamo rischiando troppo. Ho la sensazione che stiamo giocando con il fuoco”.

Anche Papa Francesco, durante la sua visita in Brasile, si è pronunciato sull’argomento, dicendo che la “liberalizzazione della droga, in fase di discussione in diversi paesi dell’America Latina, non è ciò che serve a ridurre la diffusione di sostanze stupefacenti”.