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Riunite da un gasdotto

Il Myanmar e la Cina inaugurano gli impianti che trasporteranno gas e petrolio da un Paese all'altro

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Entra in funzione il nuovo gasdotto che unisce la Cina e il Myanmar. Le economie dei due Paesi si avvicinano in un grande progetto da 2,5 miliardi di dollari per il trasporto di gas naturale e petrolio.

L’impianto, inaugurato domenica 28 luglio, è considerato cruciale per ridurre la dipendenza della Cina dallo Stretto di Malacca, dove passa la maggior parte del petrolio diretto in Cina.

Secondo il Global Times, testata vicina al Partito Comunista al governo, questa è una svolta per la strategia di differenziazione energetica del Paese

L’impianto è stato realizzato congiuntamente dalla compagnia petrolifera cinese China National Petroleum Corporation (CNPC) e da quella birmana Myanmar Oil and Gas Enterprise (MOGE). Il condotto che trasporta gas per 793 chilometri parte da Kyaukpyu, sulla costa occidentale del Myanmar e passa per il Paese fino ad entrare in Cina a Ruili, nella provincia di Yunnan a sud ovest.

Fa parte del progetto anche un oleodotto che inizia dall’isola birmana di Madae e, come il gasdotto, entra in Cina a Ruili, per poi correre parallelo a esso. L’oleodotto ha una portata di 440,000 barili di greggio, mentre il gasdotto ha una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Il Presidente del Myanmar Thein Sein, in occasione di un incontro con i vertici della CNPC a fine maggio, aveva dichiarato che il gasdotto avrebbe portato benefici a entrambi i Paesi.

Oltre alla diversificazione delle risorse energetiche, un importante vantaggio per la Cina consiste nel fornire energia alla zona ovest del Paese, economicamente meno sviluppata, favorendo i tentativi di Pechino di promuovere della crescita.

Il Myanmar riceverà pagamenti dalla Cina per l’affitto dei territori e per le imposte sul transito. Inoltre, potrà ritirare dall’oleodotto fino a 40,000 barili di petrolio al giorno.