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Finanzieri sotto processo

La Sac Capital Advisors rischia una multa di 10 miliardi di dollari per attività di insider trading

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Troppo grandi per fallire ma non abbastanza per non andare in prigione. Le accuse di frode finanziaria alla Sac Capital Advisors, uno dei più grandi fondi speculativi americani, potrebbero mettere in discussione il noto slogan “too big too fail”.

L’incriminazione formale alla Sac Capital Advisors è stata lanciata ieri dal procuratore federale di Manhattan Preet Bharara. Ora la compagnia rischia una multa fino a 10 miliardi di dollari (circa 7,5 miliardi di euro), mentre il suo proprietario, Steven Cohen, potrebbe essere bandito a vita dall’attività finanziaria.

Nel rapporto di 41 pagine, stilato dalle autorità federali dopo un’indagine durata diversi anni e condotta insieme all’Fbi, sono spiegate le attività di insider trading messe in atto dall’hedge fund dal 1999 al 2010. Si parla di un danno al pubblico che ammonta a centinaia di milioni di dollari. La Sac avrebbe utilizzato informazioni riservate riguardanti altre aziende per avvantaggiarsi nel mercato della compravendita di titoli. Avrebbe quindi assunto dei dipendenti in possesso di dati privilegiati e “alimentato una cultura focalizzata sull’evitare di discutere apertamente di informazioni riservate”.

Si tratta di attività illegali “sostanziali, pervasive e a un livello che non ha precedenti nella storia americana”, ha detto il procuratore Bharara.

Con un asset di gestione di circa 15 miliardi di dollari all’inizio del 2013, la Sac è una di quelle compagnie le cui attività rientrano nella cosiddetta “finanza creativa”. Tramite investimenti ad alto rischio, i soci del fondo, che per legge non devono superare i 99, possono guadagnare cifre enormi partendo da un capitale iniziale bassissimo. In questo tipo di attività, sfruttare delle informazioni non di dominio pubblico significa ottenere il massimo guadagno con il minimo rischio. Gli investimenti fatti in questo modo sono quindi più sicuri e redditizi, ma danneggiano la perfetta concorrenzialità del mercato e gli altri investitori.

Già nel marzo scorso la Sac Capital Advisors aveva ricevuto un’accusa da parte della Securities and Exchange Commission, l’ente federale che vigila sulle transazioni finanziarie, riguardo all’utilizzo di informazioni riservate su un farmaco per la lotta all’Alzheimer che le avrebbe fatto guadagnare 276 milioni di dollari. Il caso si era concluso con una multa di 600 milioni senza nessuna ripercussione giudiziaria.

Quella di ieri, invece, è un’imputazione che mette a rischio la vita stessa della compagnia. Molto probabilmente i clienti, temendo ripercussioni negative sui loro risparmi, saranno spinti a ritirarli dal fondo speculativo. Per quanto riguarda il futuro di Cohen, invece, se anche le autorità federali non dovessero raggiungere l’intento di radiarlo dal mondo finanziario, la sua reputazione sarebbe comunque compromessa, e nella migliore delle ipotesi non potrebbe fare altro che fondare una nuova società.