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Stop alla Croce Rossa

L'organizzazione umanitaria non ottiene il via libera per entrare nella città di Homs

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Le autorità siriane stanno bloccando ogni accesso all’antica città di Homs, ha dichiarato la Croce Rossa. Circa 2000 civili sono intrappolati nella città al centro della Siria, e hanno bisogno di cibo e rifornimenti medici.

Il Comitato Internazionale della Croce rossa (CICR) è in allerta, preoccupato che la mancanza di aiuti alla popolazione in difficoltà possa avere conseguenze tragiche.

“Da ormai 20 giorni proviamo a rifornire la città di Homs”, ha rivelato il capo della delegazione del CICR in Siria Magne Barth in una dichiarazione rilasciata dalla sede di Ginevra.

Sembra invece che nonostante diversi tentativi di negoziare una “pausa umanitaria” dagli scontri tra i ribelli e le forze del Presidente Bashar Al Assad, la Croce Rossa non abbia ancora ottenuto il via libera dalle autorità siriane.

Homs è l’epicentro della ribellione armata cresciuta in seguito alle proteste di piazza contro più di quattro decadi di governo della famiglia di Assad, ed è adesso circondata sia dai gruppi di opposizione che dalle forze di governo, che continuano a condurre attacchi aerei e di terra. Al centro degli scontri c’è la popolazione civile.

Secondo il diritto umanitario internazionale le parti in guerra sono obbligate ad autorizzare il passaggio rapido e sicuro dei soccorsi umanitari, nonchè a lasciare che i civili possano emigrare verso aree più sicure, qualora vogliano farlo.

Nel frattempo, ad Aleppo, 80 membri dell’opposizione siriana sono stati rilasciati dalla prigione centrale dalla città, come previsto dall’accordo “Food for Freedom”.

Il patto, negoziato dall’organizzazione umanitaria membro della Croce Rossa Syrian Arab Red Crescent, prevede che il movimento di opposizione Arar Al Sham, che tiene sotto assedio le parti della città controllate dal governo, lasci libero il passaggio alle forze umanitarie.

L’organizzazione è di supporto alla squadra medica dell’esercito siriano in tempi di guerra, e il patto rappresenta un raro gesto di buona volontà da parte di entrambe le forze in conflitto. Ma gli obblighi internazionali sono ancora lontanti dall’essere rispettati.