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Il Papa in Brasile

Il pontefice è stato accolto da milioni di fedeli, ma non sono mancati scontri e contestazioni

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Papa Francesco prende da solo la sua valigia, s’imbarca su un Airbus A330 dell’Alitalia e vola verso il Brasile per celebrare i giovani nella 28esima Giornata mondiale della gioventù.

Fedeli, pellegrini e volontari gremiscono strade, spiagge e parchi aspettando il pontefice a Rio de Janeiro, ma la quiete dell’attesa viene sconvolta dal ricordo delle accese proteste della settimana passata.

Lo scorso fine settimana i quartieri di Leblon e Ipanema, nel sud della città, hanno visto sfilare per le vie migliaia di manifestanti, come accade da un mese a questa parte. Questa volta si sono confusi tra la folla anche vandali e fanatici che hanno infiammato il corteo che sfilava pacificamente.

La polizia ha arrestato 50 manifestanti e nella confusione ha trattenuto per errore anche una pellegrina spagnola. I volontari che coordinano gli eventi si mostrano preoccupati per la possibilità che sorgano nuovi disordini: il timore più grande riguardava il primo incontro ufficiale del pontefice con il governatore di Rio de Janeiro e con la presidentessa Dilma Rousseff, previsto per ieri sera a palazzo Guanabara, teatro di precedenti contestazioni.

Fuori dal palazzo, infatti, non sono mancate le proteste contro le spese per la Giornata mondiale della gioventù. Appena il pontefice ha lasciato l’edificio sono scoppiati i tafferugli: i manifestanti hanno fatto uso di bombe molotov ustionando gravemente un poliziotto e colpendo un fotografo.

Sei, tra i responsabili, sono stati fermati e portati al commissariato. Garantire la sicurezza del Papa e dei pellegrini è un compito delicato: proprio ieri sera la polizia federale ha incontrato serie difficoltà a disperdere la folla dei fedeli che cercava di avvicinare la vettura papale, rimasta imbottigliata nel traffico.

Poche ore prima, le autorità brasiliane avevano disinnescato un ordigno esplosivo artigianale, trovato in un bagno del santuario di Aparecida, vicino a San Paolo, dove si recherà Francesco mercoledì.

Il pontefice venuto “dalla fine del mondo” non sembra preoccupato dai disordini e invita i governi ad ascoltare la voce delle nuove generazioni: “ogni volta che isoliamo i giovani facciamo un’ingiustizia. Riportiamoli a posto cui appartengono. Essi appartengono a una famiglia, a una patria, a una cultura, a una fede”.

Il Brasile accoglierà 2 milioni di visitatori, l’evento promette di essere la seconda maggiore edizione, superata solo dalla Giornata mondiale della gioventù a Manila, nelle Filippine, che riunì 4 milioni di partecipanti.