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Post che non vorresti scrivere

Samir Ahmed Assemun

Immagine di copertina

Ci sono post che non vorresti mai scrivere e questo è uno di quelli.

Domenica notte ad avvisarmi dello scoppio della guerriglia in corso a Madinat al-Nasr è stato Samir, collega egiziano che avevo conosciuto qualche giorno prima a Rabaa al Adawya, la piazza dove sono arroccati i sostenitori di Morsi.

Mentre giravo per fare un reportage insieme a due sorelle musulmane che mi facevano da cicerone, Samir faceva video. Da subito ho capito che era un collega e abbiamo fatto due chiacchiere. Ci siamo scambiati i numeri e ci siamo sentiti un paio di volte per aggiornamenti.

Pochi giornalisti egiziani erano e sono a Rabaa. Negli ultimi 12 mesi Morsi non è stato mite nei loro confronti, anzi, ha cercato di mettere a tacere ogni voce critica del suo governo. La maggioranza dei giornalisti – soprattutto quelli cairoti- erano quindi contro di lui e hanno coperto poco la piazza islamista.

Samir però era uno di quelli che per la Fratellanza ci lavorava perché ci credeva. Era infatti un giornalista di Hurrya wa al-Adala, la testata del partito islamista.

Dopo aver visto il massacro di lunedì, ho provato a chiamare Samir perso di vista quando si è gettato nella sparatoria per fare video. Il suo cellulare suonava, ma lui non rispondeva. Non l’avrebbe più fatto.

Samir Ahmed Assemun è scomparso guardando lo schermo della videocamere che impugnava dal giorno che l’avevo conosciuto.

Il Corriere riporta qui il video.