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Le ultime ore di Morsi

La scadenza dell'ultimatum dell'esercito si avvicina, mentre le violenze nelle strade aumentano

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In un comunicato dal titolo “Le ore finali” i vertici militari egiziani hanno detto di essere pronti a combattere e disposti a versare sangue contro i “terroristi e pazzi” che attentano alla sicurezza dell’Egitto. Morsi si è rifiutato di rinunciare alla sua carica elettiva affermando che “Il prezzo è la mia vita“.

L’ ultimatum da parte dell’esercito in caso di mancata soluzione politica alla crisi non ha mosso il presidente Morsi e suoi oppositori politici dalle loro posizioni. Il presidente ha respinto l’ultimatum delle forze armate e ha ribadito di essere il capo legittimo del Paese. Il messaggio provocatorio di Morsi è stato postato sul suo account ufficiale di Twitter ieri e poi ripetuto in un discorso alla nazione per difendere la sua “legittimità” – una parola che ha usato ripetutamente nel corso di 45 minuti. Dopo il suo annuncio nuove violenze sono esplose tra i manifestanti ammassati nelle strade per invocare la sua caduta. Presso l’Università del Cairo 16 persone sono morte e circa 200 sono rimaste ferite.

Fonti militari hanno detto che l’esercito ha elaborato un piano per emarginare Morsi e sospendere la Costituzione dopo la scadenza dell’ultimatum. Un consiglio provvisorio andrebbe al governo in attesa di nuove elezioni.

Sia gli oppositori di Morsi che i suoi sostenitori hanno invaso le strade e le piazze del Cairo e di tutto il Paese da domenica. Elicotteri militari volano sopra le folle radunate sulla via principale che porta al palazzo presidenziale al Cairo, dove l’esercito schierato ha finora cercato di mantenere una posizione equidistante tra i manifestanti

L’esercito ha rilasciato una seconda dichiarazione negando un colpo di Stato militare, dicendo che la loro mossa era destinata a “spingere tutti i partiti politici nella nazione a trovare in fretta una soluzione alla crisi attuale. Ma è ormai chiaro che Morsi ha perso l’appoggio di gran parte della popolazione e non ha il pieno controllo dei servizi di sicurezza dello Stato.

La crisi ha richiamato l’attenzione di Obama, che ha parlato con Morsi per telefono lunedì dalla Tanzania, durante l’ultima tappa di un tour africano. Obama ha sottolineato che “la democrazia è qualcosa di più di semplici elezioni” incoraggiando Morsi a dimostrarsi “sensibile alle preoccupazioni dei manifestanti.” Ha sottolineato che la crisi “deve essere risolta attraverso un processo politico. Ha esortato entrambe le parti ad astenersi dalla violenza, e ha specificamente menzionato le segnalazioni di maltrattamenti sulle donne in Egitto.

Una giornalista olandese è stata violentata da un gruppo di cinque uomini nel centro di piazza Tahrir del Cairo. La donna avrebbe subito un intervento chirurgico per le terribili ferite subite durante lo stupro. Un gruppo di volontari che protegge le donne in piazza Tahrir ha riferito di una nuova ondata di violenze sessuali da parte di gruppi di assalitori.

Si sono registrati 44 casi di aggressioni sessuali e molestie nei confronti di donne solo nella notte di domenica. Secondo Amnesty International gli attacchi sembrano essere progettati per intimidire le donne e impedire loro di partecipare pienamente alla vita pubblica.