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MTV Awards della corteccia

Stimola il tuo ippocampo, e ti dirà chi sei

Gli MTV Awards sono stati consegnati da due giorni. Firenze è stata per una sera il centro della musica italiana e mondiale. Milioni di persone hanno espresso il loro voto sulla loro canzone preferita. Cosa ha pensato il nostro cervello di tutto questo? Ovvero, quale delle canzoni in gara sarebbe stata maggiormente apprezzata dal nostro sistema nervoso se avesse potuto esprimersi?

Nel 1963 Wilder Penfield, illustre neurologo canadese, pubblicò uno studio in cui riportava i risultati di quasi trent’anni di studi nel campo delle neuroscienze. Tra le varie cose, Penfield scoprì che stimolando specifiche aree corticali poteva indurre nei pazienti una rievocazione mnesica di esperienze passate. Nel curare l’epilessia, infatti, Penfield applicava blande stimolazioni elettriche in diversi punti della corteccia cerebrale ed annotava quello che succedeva. La stimolazione elettrica del lobo temporale, e in particolare dell’ippocampo, produceva spesso un ricordo di un’esperienza vissuta. Il ricordo poteva essere così vivido e ricco di particolari da dare al soggetto la sensazione di stare provando nuovamente quelle sensazioni.

In diversi casi, all’atto della stimolazione i pazienti ricordavano canzoni. I pazienti di Penfield ricordavano e rivivevano alcune specifiche melodie, tra cui “White Christhmas”, “Rolling Along Together”, “Hush-a-Bye Baby”, “Oi Marì, oi Marì”, “The War March of the Priests”, “Bulli e Pupe”, “I’ll Get By” e “You’ll Never Know”.

Una “hit parade” cerebrale. Una serie di canzoni, legate ad emozioni, già presenti nei circuiti neuronali dei pazienti che aspettavano solo stimoli elettrici per essere ricordate e rivissute. Un juke-box interno in cui non è possibile scegliere cosa ascoltare.

C’è qualche ragione per cui determinate canzoni vengono “selezionate” per essere riprodotte? Se noi siamo il nostro cervello, perché non siamo noi a decidere cosa ricordare e cosa no?

La musica non è un’arte ma una categoria dello spirito umano”, diceva Nietzsche. Stimola il tuo ippocampo, e ti dirà chi sei.

@savebers