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La mission impossible di Cameron
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La mission impossible di Cameron

In conferenza stampa con Putin, il PM ha tentato di attenuare le differenze di vedute sulla Siria. Non poteva andargli peggio

17 Giu. 2013

La conferenza congiunta di Cameron e Putin, alla vigilia del G8 di Enniskillen in Ulster, ha offerto uno spettacolo singolare. Cameron ci ha provato in tutti i modi, a mostrare che la distanza fra i due leader sulla Siria non è poi così grande. Anche se lui sta spingendo per cominciare ad armare i ribelli, mentre Putin si prepara a fornire missili terra-aria ad Assad. “Ciò che concludo dalla nostra conversazione di oggi è che possiamo superare le differenze se riconosciamo che condividiamo alcuni obiettivi fondamentali: la fine del conflitto, fermare il collasso della Siria, permettere ai siriani di decidere chi deve governarli e combattere gli estremisti.”

Lo sforzo da parte dell’inquilino di Downing Street per trovare un minimo comune denominatore con Putin è apparso quasi comico, proprio per quanto ‘minimo’ è il terreno su cui ha potuto aggrapparsi. “Entrambi vediamo l’esistenza di una crisi umanitaria”, ha dichiarato. Almeno quello, verrebbe da dire.

Per di più Putin non ha certo dato una mano a Cameron, in questo ingrato compito di diluire le divergenze. Riferendosi a un video amatoriale in circolazione in questi giorni, il presidente russo ha espresso tutta la sua contrarietà a “supportare gente che non solo uccide i suoi nemici, ma sventra i loro corpi e mangia i loro intestini di fronte al pubblico e alle telecamere. Sono queste le persone che volete appoggiare?”

Cameron, intanto, assisteva pietrificato. Le parole particolarmente dure di Putin sono state per lui una doccia fredda, in un contesto in cui il Primo ministro britannico fatica a convincere il proprio stesso partito della necessità di inviare armi ai ribelli.

Come spesso accade nella politica inglese, ogni controversia rafforza linee di frattura preesistenti, giochi di potere sottopelle ma sempre in corso. Uno dei principali rivali Tory di Cameron, il sindaco di Londra Boris Johnson, non ha mancato di sottolineare quanto sia difficile evitare che le armi fornite ai gruppi moderati non finiscano nelle mani di “delinquenti detestabili, perversi e pieni di odio.”

Una posizione, quella di Johnson, che secondo l’Independent sarebbe privatamente condivisa da almeno cinque ministri dell’esecutivo e da un gran numero di parlamentari della maggioranza. Per Cameron, nei prossimi giorni, i corridoi di Westminster non saranno meno scivolosi dei verdi prati di Enniskillen.

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