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Il mondo questa settimana
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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni.

14 Giu. 2013

La Corte costituzionale tedesca ha messo in discussione le politiche economiche della Banca Centrale Europea, dando il via a una serie di audizioni per verificare la costituzionalità di alcuni provvedimenti della Bce. In Grecia, il governo ha chiuso l’emittente televisiva di Stato Ert, nell’ambito delle manovre di spending review, licenziando i suoi oltre 2500 dipendenti. La decisione ha innescato uno sciopero generale che ha bloccato il Paese.
In Turchia, la polizia ha sgomberato piazza Taksim dai manifestanti, creando cordoni di agenti per impedire agli attivisti di rioccuparla. Con cannoni ad acqua e proiettili di gomma, il luogo simbolo della protesta turca è stato trasformato in un campo di battaglia. Il premier Erdogan ha incontrato alcuni rappresentanti della protesta, ma le voci della sua apertura a un referendum sul progetto urbanistico di parco Gezi, che ha innescato la protesta, sono state presto smentite.
In Russia, la Duma ha approvato una legge che vieta la “propaganda omosessuale”, con particolare riferimento alla diffusione di idee e materiali omosessuali tra i minori. La legge, che va contro la Convenzione Europea sui diritti umani, si presta a legittimare comportamenti omofobi e violazioni del diritto di espressione degli omosessuali.

Il generale Keith Alexander, capo della National Security Agency americana, ha difeso i servizi di intelligence governativi, affermando che proprio le intercettazioni al centro delle polemiche hanno consentito di sventare dozzine di progetti terroristici. Edward Snowden, la “talpa del Datagate”, ha intanto fatto perdere le sue tracce a Hong Kong.
Sembra essere andato bene il primo summit ufficiale tra Barack Obama e Xi Jinping: tra gli argomenti trattati, la situazione della Corea del Nord e la cybersicurezza. Non sono stati annunciati accordi formali.
In Venezuela, le autorità preposte alla verifica del voto di aprile hanno confermato la vittoria di Nicolas Maduro, con un vantaggio dell’1.5 per cento. L’opposizione ha lamentato l’inutilità di una tale verifica, dal momento che non erano verificabili le liste elettorali e quindi i voti multipli.

Dopo aver annunciato un incontro intergovernativo di alto livello per lo scorso weekend, Corea del Nord e Corea del Sud si sono scontrate nuovamente sul fronte diplomatico, in seguito al mancato accordo sulla composizione delle due delegazioni.
Il leader del partito di opposizione indiano Bjp, L.K. Advani, ha dato le dimissioni da tutti gli incarichi di partito in seguito a polemiche interne sulla nomina del collega Narendra Modi come direttore della campagna elettorale per le elezioni del 2014.
In Cina, tre astronauti sono stati inviati nella stazione orbitante di Tiangong, dove rimarranno per circa due settimane. In Giappone, è morto a 116 anni l’uomo più vecchio del mondo, Jiroemon Kimura.

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali in Iran, Mohammad Reza Aref, candidato riformista ammesso dal Consiglio dei Guardiani alle presidenziali, ha lasciato la competizione elettorale, probabilmente per aprire la strada ad Hassan Rouhani. I seggi sono stati aperti venerdì mattina e l’apertura è stata prorogata di due ore rispetto all’orario ufficiale, in seguito all’elevata affluenza registrata. Non sono mancate le prime accuse di illegalità.
Il progetto di una diga in Etiopia minaccia gli approvvigionamenti d’acqua egiziani, rendendo tesi i rapporti tra i due Paesi.
In Siria la guerra continua: l’esercito di Assad starebbe pianificando una grossa offensiva contro i ribelli nell’area di Aleppo, e secondo un rapporto Onu il numero delle vittime dall’inizio del conflitto ha superato quota 93 mila. Intanto, il presidente Obama ha autorizzato l’invio di armi ai ribelli siriani, ritenendo confermati gli accertamenti sull’uso di armi chimiche da parte del regime siriano.

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