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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

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In Turchia, la protesta si è diffusa a macchia d’olio nel Paese, mettendo profondamente in discussione l’autoritarismo del primo ministro Erdogan. I disordini sono iniziati a Istanbul, quando la polizia ha usato la forza per mettere fine a un sit-in ambientalista presso Gezi Park, che si opponeva alla trasformazione urbanistica del sito. Il premier turco ha dichiarato che le proteste devono finire immediatamente, che non darà le dimissioni e che il progetto urbanistico procederà senza cambiamenti. Ha inoltre sottolineato che “non ci sarà una Primavera turca”.

La Lettonia adotterà l’euro dal 2014, diventando così il 18esimo Paese aderente alla moneta europea. L’Europa centrale è stata colpita dalla peggiore inondazione dell’ultimo decennio, che ha ucciso 15 persone tra sud della Germania, Austria e Repubblica Ceca. Migliaia di soldati sono stati impiegati per integrare le operazioni di soccorso in città e paesi.

Il presidente cinese Xi Jinping incontra per la prima volta Barack Obama in una visita ufficiale negli Stati Uniti: il dibattito si concentrerà sulla cybersicurezza. Barack Obama ha nominato Susan Rice consigliere per la sicurezza, in seguito alle dimissioni di Tom Donilon. Già ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, la Rice era stata la prima scelta del presidente come segretario di Stato dopo Hillary Clinton, ma non aveva trovato l’appoggio dei Repubblicani. Bradley Manning, il soldato americano accusato di aver divulgato materiali top secret finiti su WikiLeaks, è sotto processo presso la corte marziale di una base militare in Maryland. Detenuto in condizioni criticate da alcuni gruppi in difesa dei diritti umani, Manning si è già dichiarato colpevole di diversi capi d’accusa, ma non del più grave: aver “aiutato il nemico”. Un articolo del Guardian, in cui si denunciava la raccolta delle registrazioni telefoniche di milioni di americani da parte della National Security Agency americana, ha riaperto il dibattito sul legame tra privacy e sicurezza nel Paese.

Il Venezuela ha rilasciato il film-maker americano arrestato con l’accusa di spionaggio, Timothy Tracy. Il segretario di Stato americano John Kerry ha accolto con favore il provvedimento, definendolo uno “sviluppo positivo” nei rapporti tra i due Paesi.

In El Salvador, la Corte suprema ha negato a una donna gravemente malata il diritto di interrompere la gravidanza per salvarsi la vita, consentendo solo un parto cesareo. Il bambino è morto poco dopo l’operazione. L’Organizzazione degli Stati Americani ha dato il via alla sua annuale Assemblea Generale, che si tiene quest’anno in Guatemala. Durante l’Assemblea è stato infranto il “tabù” della guerra alla droga nel continente, con la promessa di politiche complementari sul tema entro il 2014.

In Siria, l’esercito di Assad – spalleggiato da militanti di Hezbollah – ha riconquistato la città di Qusair, luogo strategico nei pressi del confine libanese. Francia e Regno Unito hanno dichiarato di avere prove significative dell’uso di armi chimiche da parte delle forze di regime. Nel frattempo, l’Austria ha annunciato di volersi ritirare dalla missione Onu in seguito agli scontri tra forze di regime e ribelli sulle Alture del Golan, nella zona al confine con Israele, in cui sono stati feriti due peacekeepers. In Egitto, una corte del Cairo ha condannato 43 impiegati – egiziani e stranieri – di Ong a pene detentive fino a 5 anni, per aver lavorato “illegalmente”. La maggior parte dei condannati di altre nazionalità sono stati condannati in contumacia, ma il figlio di un funzionario di Obama ha deciso di rimanere sul posto a scontare la pena.

Il Regno Unito si è scusato ufficialmente per le torture di kenioti di cui si è reso responsabile durante la rivolta Mau Mau negli anni Cinquanta e Sessanta, e ha promesso dei risarcimenti.

Centinaia di afgani hanno bloccato una strada nei pressi di Kabul per chiedere l’arresto e il processo di soldati americani per le torture e gli omicidi di cittadini locali. Gli americani negano ogni accusa. Human Rights Watch ha denunciato il nuovo programma di monitoraggio di telefoni e Internet in India , che minaccerebbe la privacy degli utenti e la libertà di espressione.

Un incendio scoppiato in una fabbrica di pollame a Dehui, in Cina, ha ucciso almeno 119 lavoratori. Due delle tre uscite di sicurezza erano chiuse al momento dell’incidente, forse per evitare furti. Gli incidenti industriali sono comuni in Cina, ma si tratta in questo caso di uno dei più gravi episodi degli ultimi 13 anni. Aung San Suu Kyi ha dichiarato che si candiderà alle prossime elezioni presidenziali in Birmania, previste per il 2015. La Corea del Nord ha aperto una linea diretta con la Corea del Sud e invitato Seul a colloqui nel weekend, segnale di ripresa tra i rapporti dei due Paesi.