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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

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Non senza polemiche, l’Ue ha sospeso l’embargo sui rifornimenti di armi in Siria. Regno Unito e Francia sono gli unici Paesi europei che intendono inviare armi ai militanti dell’opposizione, anche se non immediatamente.

La Russia ha promesso missili S-300 al presidente Assad, che ha dichiarato a una tv libanese di aver già ricevuto la prima partita e ha minacciato Israele di rappresaglie nel caso di un ulteriore raid aereo.

Due uomini sono diventati la prima coppia gay ufficialmente sposata in Francia, in seguito all’approvazione della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Una manifestazione antigay, che ha raccolto almeno 150mila persone, si è conclusa nella violenza quando un gruppo di estrema destra si è scontrato con la polizia. L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa occidentale a non riconoscere nessun tipo di unione per le coppie omosessuali.

L’Italia ha portato il deficit di bilancio entro i limiti Ue e non è più soggetta alla procedura di disavanzo eccessivo. Il premier Letta ha promesso nuove misure che promuovano la crescita del Paese.

In Turchia, centinaia di persone sono scese nelle strade della capitale per contestare un controverso progetto urbanistico che smantellerebbe un’importante area verde della città, il Taksim Gezi Park. La polizia ha caricato la folla di manifestanti (foto).

Lettere avvelenate sono state inviate al sindaco di New York, Micheal Bloomberg, fermo sostenitore di una più stringente legislazione in merito al controllo delle armi. Secondo l’FBI, un uomo sarebbe stato arrestato a Washington in relazione a questo episodio.

In Maryland, il deragliamento di un convoglio che trasportava sostanze chimiche ha causato un’esplosione devastante. Il conducente è ricoverato in gravi condizioni. Si tratta del terzo significativo disastro ferroviario delle ultime due settimane negli Stati Uniti.

In Canada, due assistenti del sindaco di Toronto, Rob Ford, hanno dato le dimissioni in seguito alla diffusione di un video in cui un uomo – ritenuto essere proprio il sindaco – fuma crack. Rob Ford ha negato l’accusa, rifiutandosi però di rispondere a domande relative al video.

Il governo colombiano ha trovato un accordo con le FARC, in merito alla riforma agraria da avviare nel Paese. Da entrambe le parti è stata espressa la speranza di “fare rapidi progressi” sull’argomento.

Le due principali gang di strada in Honduras hanno annunciato una tregua nella guerra intestina che dilania l’Honduras, contribuendo a rendere il tasso di omicidi del Paese il più alto del continente. Una tregua simile in El Salvador, l’anno scorso, lo aveva dimezzato.

Per la prima volta a Cuba sarà possibile connettersi a Internet da una rete pubblica. Il costo del servizio è però caro, circa 4,5 dollari/ora.

Il comandante in seconda dei talebani pachistani sarebbe stato ucciso da un attacco di droni americani. Gli Stati Uniti avevano messo una taglia di 5 milioni di dollari sulla sua testa per il suo coinvolgimento in alcuni attacchi alle forze di coalizione in Afghanistan. Si tratta del primo raid di droni in circa sei settimana, e giunge poco dopo le affermazioni di Obama su un ridimensionamento del loro uso.

In Afghanistan, alcuni militanti talebani travestiti da forze dell’ordine si sono fatti esplodere, uccidendo un poliziotto nel Panjshir. Si tratta del primo attacco in quest’area dall’ottobre 2011.

Continuano intanto gli scontri a sfondo religioso in Birmania: giovani buddisti hanno attaccato le proprietà di alcuni musulmani nel nord del Paese, in seguito alle “voci” dell’aggressione subuta da una donna buddista.

Il ministro della Difesa cinese ha liquidato come ” ridicola” l’accusa americana di cyberattacchi cinesi per l’acquisizione di informazioni militari, sostenendo che la Cina non necessita di aiuti esterni per lo sviluppo delle proprie forze armate. Nel frattempo, parenti delle vittime di Tienanmen hanno criticato in una lettera aperta il presidente cinese Xi Jinping per aver fallito nell’intraprendere nuove riforme politiche.

In seguito alla pubblicazione di una nota confidenziale in cui l’attuale capo di Stato ugandese, Yoweri Museveni, minaccia di assassinare tutti coloro che si opporranno alla designazione di suo figlio, la tensione per la successione al potere in Uganda è alle stelle.

Il presidente sudanese Bashir ha minacciato la sospensione di rifornimenti di petrolio al Sud Sudan se continuerà il sostegno ai ribelli in due delle sue province. Prosegue intanto l’offensiva dell’esercito nigeriano contro i militanti del gruppo islamico di Boko Haram, che però si dichiarano non sconfitti e invitano il maggior numero di persone possibile a unirsi alla  “Guerra santa”.