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Giovani senza futuro
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Giovani senza futuro

Un rapporto di Save the Children analizza l'aumento di povertà e la mancanza di prospettive di bambini e giovani italiani

23 Mag. 2013

Un numero sempre crescente di bambini italiani vive in uno stato di povertà assoluta. Secondo Save the Children, più di 720 mila giovani soffrono una condizione economica disagiata e ne pagano le conseguenze in termini di cibo, cure mediche e in ambito scolastico.

Il 21 maggio 2013, l’Ong ha presentato un dossier intitolato ‘L’isola che non sarà’, dove denuncia l’aumento progressivo della povertà in Italia e lo spiega attraverso numeri, statistiche e previsioni. Quasi il 29 per cento di bambini sotto i sei anni vive ai limiti della povertà e piange la mancanza di risorse fondamentali per avere una vita dignitosa.

Secondo il dossier, il 18 per cento dei ragazzi abbandona la scuola a 14 anni, il 25 per cento non pratica sport e il 36 per cento non ha mai usato un computer. Inoltre, il 25 per cento degli adolescenti italiani pensa che il proprio futuro non sarà più semplice di quello dei propri genitori, un ragazzo su quattro spera di andare all’estero per cogliere maggiori opportunità e ben l’80 per cento dei ragazzi ha dichiarato di aver rinunciato a molte cose a causa della crisi del Paese.

“Per quantificare il furto di futuro che si sta commettendo ai danni dei giovani italiani, abbiamo utilizzato 12 indicatori Eurostat, che ci permettono di comparare le chance dei bambini italiani con quelle dei loro coetanei europei. Il risultato è stato deprimente”, ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.

L’Italia è al 18esimo posto in Europa per spesa per l’infanzia e la famiglia, cui dedica solo l’1,1 per cento del Pil e si posiziona al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale dei minori tra zero e sei anni. Il livello d’istruzione pone l’Italia al 22esimo posto in Europa, all’ultimo posto per numero di laureati e al terzultimo posto in Europa per il numero (3.200.000) di quei giovani che non lavorano e non studiano. Peggio dei giovani italiani solo i giovani di Bulgaria e Grecia.

L’ipotesi di una misura anti-crisi urgente è abbracciata dal 41 per cento dei genitori. Save the Children ha dato il via a una campagna di informazione chiamata ‘Allarme infanzia’ che ha preso il via lo scorso 20 maggio e terminerà il prossimo 5 giugno. La manifestazione abbraccerà 14 città italiane e denuncerà il gravissimo deficit di futuro delle giovani generazioni, chiedendo una mobilitazione dell’opinione pubblica al fine di sensibilizzare le istituzioni.

“Il generale impoverimento delle giovani generazioni è frutto di una colpevole e dannosa disattenzione nei loro confronti – ha detto Valerio Neri – ricordiamoci che cancellare il futuro dei giovani significa cancellare il futuro dell’intero Paese”.

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