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No health without mental health
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No health without mental health

La salute mentale si rinnova a San Francisco: e' uscito il DSM-5

05 Set. 2018

Migliaia di iscritti da tutto il mondo, il keynote speech del Presidente Bill Clinton, le special lectures di tre premi Nobel, un centro congressi da 84.000 metri quadrati, gli stand delle più importanti multinazionali farmaceutiche: il congresso annuale della American Psychiatryc Association (APA) ha tutti gli elementi per essere definito un grande evento.

Come in ogni grande evento, non mancano i contestatori: “Hey, hey, APA, how many kids do you drug today” è lo slogan gridato ieri da qualche centinaio di persone davanti all’ingresso del Moscone Center di San Francisco per manifestare contro le eccessive prescrizioni di psicofarmaci ai bambini.

La grande portata del congresso è d’altronde giustificata: si presenta in questa occasione la quinta edizione del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il testo che classifica e cataloga tutte le malattie mentali, utilizzato come riferimento dalla comunità medico-scientifica mondiale. La quarta edizione del DSM era uscita nel 1994; questa quinta edizione ambisce quindi a ridefinire le malattie neuropsichiatriche alla luce degli ultimi 18 anni di studi e progressi.

Il DSM é un progetto ambizioso nato nel 1952 con il difficile obbiettivo di applicare le regole della Evidence Based Medicine al campo della Psichiatria, integrando e uniformando a livello globale le conoscenze delle diverse scuole di pensiero.

Il testo è da sempre criticato per la sua rigidità: è possibile inquadrare la mente e il comportamento umano in numeri, sezioni e categorie? Certamente no. È tuttavia vero che affinché psichiatri di tutto il mondo possano comunicare tra loro è necessario un linguaggio chiaro e condiviso. Quel linguaggio che il DSM-5 cerca di offrire nella maniera più aggiornata possibile.

@savebers

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