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L’arma del futuro è già arrivata

Si chiama Pegasus ed è un super drone da combattimento pronto a decollare da qualsiasi portaerei americana

Immagine di copertina

L’arma del futuro si chiama X-47B – detta anche “Pegasus” e ha appena debuttato in società, dopo un riuscitissimo test di volo effettuato ieri. È un drone costruito per le forze armate statunitensi dall’industria areonautica Northrop Grumman. Ok, direte voi — i droni ormai li conosciamo già: sono gli aerei pilotati a distanza che seminano il panico a destra e a manca. Ma questo è un super-drone a confronto con i (non più così) famigerati Predator e Reaper, i droni che seminano morte in Afghanistan, Pakistan, Yemen e dintorni.

I droni che conosciamo sono perfetti per fare ricognizione e sorveglianza e grazie a queste abilità sono capaci di individuare e colpire dei target, solitamente veicoli o gruppi di presunti terroristi. Sorvolano la zona designata, notano un gruppo sospetto, verificano chi è presente (se è possibile) e in caso sganciano un Hellfire, un missile anticarro che spazza tutti via.

Il Pegasus invece non è un semplice drone, ma un così detto UCAS (Unmanned Combat Air System), letteralmente un sistema aereo da combattimento privo di pilota, dove la parola chiave è combattimento. Da “combattimento” è ben diverso da drone armato che spara a distanza. Il Pegasus potrà sfidare altri aerei, entrare in teatri operativi nel bel mezzo di un conflitto e così via; potrà insomma mettere a ferro e fuoco chiunque. Ed è pure stealth

Non solo, perchè è capace di decollare e atterrare su una portarei, inanellando così un obbiettivo strategico dell’US Navy: avere pronta in qualche anno una flotta di droni che possano entrare in azione dalle piattaforme delle numerose portaerei americane in giro per i mari del mondo. Il test di ieri ha provato, infatti, che è capace di farlo senza problemi. È partito dalla USS George H.W. Bush al largo delle coste della Virginia ed è atterrato nel Maryland dopo 65 minuti di volo, compiendo anche compiti e traiettorie complesse. Il video del decollo lo trovate sul canale Youtube della marina statunitense. Il prossimo passo è l’atterraggio, sempre su una portaerei, nella speranza che il test sia un successo come questo appena avvenuto. 

L’X-47B è, per ora, un semplice prototipo – inteso come sperimentazione, da mettere in bella mostra ai generali delle forze armate e, eventualmente, fare paura agli avversari. L’effetto detterrenza è un elemento da considerare, visto che molti paesi più o meno avversi agli Usa stanno sviluppando i loro personali droni stealth, come la Russia, l’Iran e la Cina – che proprio in questi giorni ha fatto trapelare online le immagini del suo nuovo drone, il Li Jian

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