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La Lega Nord e il ministro nero

Il Guardian riprende la polemica della Lega sulla nomina del ministro dell'Integrazione in Italia

Immagine di copertina

Non è passata inosservata, nel Regno Unito, la polemica che ha accompagnato la nomina a ministro dell’Integrazione di Cecile Kyenge, di origini congolesi, prima persona di colore a capo di un dicastero nella storia della Repubblica. Subito dopo il giuramento, la Kyenge è stata attaccata da vari esponenti della Lega Nord come simbolo di ipocrisia, perbenismo e permissivismo in materia d’immigrazione.

Il “Guardian”, in un articolo a firma di John Hooper, fa notare come la scelta di Josefa Idem, altra straniera presente nel governo Letta , ma “bionda e di origini tedesche, non abbia provocato alcuna reazione del genere“.

Ciononostante, continua il “Guardian”, “La Lega Nord nega di essere xenofoba, dichiarando che è semplicemente contraria all’immigrazione illegale”.

Questa intransigenza potrebbe causare problemi al governo nella misura in cui “ogni tentativo di riformare le regole per ottenere la cittadinanza rischia di portare a una rottura fra il PD e iil PDL”, che si era presentato alle scorse elezioni in coalizione con la Lega.