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Il villaggio galleggiante

Chong Kneas è un villaggio sulle rive del lago Tonle Sap. La sua posizione cambia a seconda delle correnti

Immagine di copertina

Chong Kneas è un villaggio situato 15 chilometri a sud di Siem Reap in Cambogia, un villaggio come ne esistono tanti da queste parti: case di paglia, natura incontaminata, persone che lavorano sotto l’ombra dei loro cappelli, simbolo inconfondibile della loro terra. La particolarità che rende questo luogo unico è la sua collocazione. Galleggia infatti sulle sponde del lago Tonle Sap, il più grande del sud est asiatico.

Non ha un indirizzo permanente, scorre sulle correnti del Mekong, fiume di 4 mila chilometri che percorre tutta la Cambogia: scende durante la stagione secca, raggiungendo il punto massimo ad Aprile, si sposta maggiormente dentro il lago e risale verso le sponde con la stagione delle piogge. Non c’è da stupirsi che la primaria fonte di sussistenza derivi proprio dall’acqua, la pesca è, infatti, il principale mezzo di sostentamento.

Scuola, case, mercato, negozi galleggiano come se fosse la cosa più normale del mondo non avere la terraferma sotto i piedi. Tuttavia l’acqua pulita è estremamente rara. La gente consuma l’acqua che ha intorno, spesso fonte di malattie ed epidemie. Si stima che oltre 5 mila persone vivano galleggiando sulle acque del Tonle Sap. Questo microcosmo è un mondo parallelo, fuori dal tempo e dalla storia, immerso nell’Asia più profonda.

C’è una canoa di legno su cui siede una donna coperta dal suo cappello di bambù e i suoi due figli, il più grande seduto dietro e il più piccolo sulle sue gambe. Saluta con un sorriso. La canoa e ciò che trasporta costituiscono il suo “negozio”. I bambini e gli anziani passano scalzi tra una piattaforma e un’altra, da una canoa a una barca. La scuola è una palafitta in mezzo alla zona più paludosa del villaggio.

Non è un obbligo andarci ogni mattina, l’acqua del lago e le condizioni metereologiche ne dettano i tempi e ritmi. I bambini arrivano e tirano i remi delle loro canoe. A Chong Kneas non ci sono orologi né calendari, sono i suoi abitanti a scandire il ritmo delle giornate.