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Il primo no alla legge sulle armi

Dopo il primo ok la scorsa settimana, ieri il Congresso ha bocciato la proposta di legge sul controllo delle armi

Avevamo raccontato come la scorsa settimana era stato votato il primo sì al dibattito in Congresso della legge sul controllo delle armi, tanto voluta da Obama dopo il massacro di Newtown e tanto discussa da Partito repubblicano e Partito democratico negli scorsi mesi. Ieri, però, il Congresso ha bocciato la legge — in particolare la parte relativa ai background checks, i controlli incrociati per verificare l’identità, la salute mentale e i precedenti penali di chi vuole acquistare un’arma. 

Un fallimento totale nelle trattative tra democratici e reppublicani: molti repubblicani che avevano detto che avrebbero fatto passare la legge poi hanno votato contro, nonostante promesse e dichiarazioni ufficiali. Un fallimento anche per i cittadini, che ogni giorno che passa credono sempre di più che sia importante — pur difendendo il secondo emendamento — introdurre questi controlli (recenti sondaggi danno l’80/90% della popolazione a favore). 

Il voto si è tenuto ieri ed è finito 54 a 46 per i sì, ma erano necessari 60 voti a favore. Un’ora dopo il voto ha parlato Barack Obama, in uno dei discorsi più duri ed arrabbiati della sua carriera alla Casa Bianca. «Questo è un giorno vergognoso per Washington» ha detto affiancato da Gabbie Giffords, l’ex senatrice ferita gravemente in un attentato di due anni fa, e da alcuni parenti delle vittime di Newtown. «Non c’è stata coerenza» ha continuato il Presidente. Ma poi ha gridato vendetta: «lo vedo come un semplice primo round». Obama quindi ora punta sull’opinione pubblica, sperando che si riesca a spingere per un nuovo tentativo di voto: “Coloro i quali vogliono prevenire la violenza legata alle armi dovranno essere tanto appassionati e organizzati quanto quelli che hanno bloccato questi provvedimenti che aiutano la sicurezza dei nostri bambini.»

Nel video qui sopra (o a questo link) trovate un estratto del discorso di Obama.

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