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Usa e la riforma dell’immigrazione
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Usa e la riforma dell’immigrazione

Sono stati presentati ieri i punti chiave della proposta di legge bipartisan per riformare l'immigrazione in America

17 Apr. 2013

Al New York Times l’hanno definita «il più ambizioso tentativo in almeno 26 anni di sistemare, aggiornare e riscrivere il sistema dell’immigrazione americana» e potrebbero avere ragione. Perchè la “Gang degli 8”, così è stato definito il gruppo di quattro senatori reppublicani e quattro democratici che ha lavorato per 2 mesi alla riforma, sta puntando in alto.

Ieri, infatti, hanno svelato le loro carte e hanno presentato alla stampa il riassunto delle loro proposte di legge, che ora proviamo a riassumervi a punti:

1. 13 anni di “percorso verso la cittadinanza”. Verrà permesso a circa 11 milioni di cittadini residenti illegalmente di ottenere prima delle permessi provvisori (a patto che non abbiano precedenti legali); poi, dopo 10 anni, la Green Card – cioè il permesso di residenza permanente. A tre anni dalla Green Card potranno anche chiedere la cittadinanza: a questo punto saranno passati, dall’inizio del processo, un minimo di 13 anni. 

2. Solo 5 anni per i giovani. Per i ragazzi che hanno i requisti per il così detto Dream Act, una legge che assegna la residenza permamente a studenti meritevoli arrivati prima dei 16 anni o ragazzi che entrano nell’esercito, il tempo per ottenere la cittadinanza si accorcierà ad un minimo di 5 anni. 

3. Aumenta la sicurezza sui confini. Questo era uno dei punti chiave su cui i repubblicani non volevano cedere: il Dipartimento per la sicurezza nazionale (DHS) guadagnerà dalla legge circa 3 miliardi di dollari per costruire o rafforzare le barriere sui confini tra Usa e Messico; per aumentare il numero di agenti in servizio; per acquistare e gestire dei droni che controlleranno le zone. L’obiettivo sarà quello di entrare operativi con i nuovi sistemi in 5 anni e per quella volta bloccare almeno il 90% delle persone che provano ad entrare illegalmente in America. 

4. Controlli delle identità nelle grandi aziende. In America non esistono le carte di identità (fanno governo oppressivo, dicono i moltissimi detrattori) e le aziende hanno diversi metodi per controllare le identità dei loro dipendenti. Con questa legge viene uniformato il sistema di verifica ed introdotta la così detta E-Verify, un controllo digitale che sarà obbligatorio per tutte le aziende con più di 5000 dipendenti. 

5. Più visti per i lavoratori qualificati. L’attività di lobbying di Zuckerberg&Co. ha vinto: le aziende tecnologiche della Silicon Valley e dintorni, potranno avvalersi di dipendenti qualificati non americani ai quali verranno rilasciati dei visti specifici (H1-B). Questo potrebbe dare un’accelerata non da poco al settore delle start-up e della tecnologia in generale. Ma ad una condizione: che i nuovi impiegati stranieri non rimpiazino gli americani.

6. 20.000 visti per i lavoratori non qualificati. I permessi per i lavoratori non qualificati sono limitati solitamente ad una sola stagione, quindi durano pochi mesi e si rivolgono soprattutto ai settori dell’agricolutura. Con l’introduzione di circa 20mila nuovi visti più lunghi verranno legalizzate tutte quelle figure professionali domestiche, com: colf, badanti, eccetterà; nonchè molti impiegati nel settore della ristorazione. 

7. Più visti per i parenti. C’era un limite di 88.000 visti per mariti, mogli, figli e parenti vari stranieri ma in qualche modo imparentati con un americano. Questo limite verrà eliminato, offrendo maggiori possibilità a tutti. Ma per alcune forme di parentela i visti verranno rilasciati solo a chi ha meno di 31 anni. 

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