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Accordi segreti sui droni USA

Il New York Times rivela un accordo tra USA e Pakistan per l'utilizzo di droni americani contro Al-Qaeda sul territorio pakistano

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Il New York Times di domenica ha rivelato che il Pakistan, in un accordo segreto del 2004, avrebbe consentito agli Stati Uniti di fare uso di droni per attacchi mirati contro Al-Qaeda sul suo territorio. I termini del patto sono stati fissati tramite negoziati segreti tra i funzionari dell’intelligence pakistana (ISI) e la CIA .

Gli attacchi sarebbero dovuti rimanere lontani dagli impianti nucleari e dai campi in cui vengono addestrati i militanti del Kashmir per gli attacchi all’ India. I termini dell’accordo tra le due agenzie di intelligence prevedevano che gli Stati Uniti non avrebbero mai riconosciuto la paternità degli attacchi missilistici e che il Pakistan avrebbe potuto prendersi il merito delle uccisioni.

Mentre il governo pakistano aveva considerato in passato i voli dei droni una violazione della sovranità territoriale, l’ascesa di Nek Muhammad al potere che li ha costretti a riconsiderare la loro linea di pensiero. Nek Muhammad, un alleato pakistano dei talebani afghani che guidò una ribellione interna e venne definito da Islamabad come “nemico dello Stato”, fu il primo obiettivo che il Pakistan accettò di eliminare con l’aiuto dei droni “Made in USA”.

Nel tempo l’accordo ha portato la CIA a cambiare la sua strategia: dalla cattura dei terroristi alla loro uccisione, “trasformando un servizio di spionaggio attivo dai tempi della guerra fredda in una organizzazione paramilitare”.

Il Pakistan ha negato il presunto accordo sui droni. “Abbiamo più volte affermato che il Pakistan considera controproducente l’uso dei droni “, ha detto il portavoce del Foreign Office Aizaz Chaudhry Ahmed, aggiungendo che gli attacchi violano la sovranità del Pakistan e il diritto internazionale.

Secondo i documenti di intelligence classificati ottenuti da McClatchy Jonathan Landay, sotto l’ amministrazione Obama gli attacchi dei droni in Pakistan non sono destinati solo ai leader di Al Qaeda ma a una grande varietà di gruppi politici e individui. Nel rapporto si legge che fino a 482 persone rimaste uccise, nei 12 mesi che precedono settembre 2011, non erano leader di al Qaeda, ma “estremisti” afghani e pakistani.

In questo momento, il Pentagono gestisce droni in Afghanistan, Somalia e Yemen, dove la CIA esegue un programma separato. Ma la maggior parte degli attacchi coi droni sono stati effettuati dalla CIA in Pakistan – 365 contro 45 in Yemen e una manciata in Somalia.

I critici hanno sollevato obiezioni giuridiche, morali e pratiche. Troppi civili sono diventati vittime collaterali degli attacchi, che stanno sempre più proiettando un’immagine violenta e dannosa della politica estera americana.