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Reagan, la Thatcher, l’Alzheimer

La “lady di ferro” e il presidente americano: amici in vita, vittime della stessa malattia

Margaret Thatcher e Ronald Reagan. Due leader, due conservatori, due amici.

Insieme a Roosevelt e Churchill sono stati i più grandi testimoni della “special relationship” che lega i governanti di Regno Unito e USA. Sostenitori delle liberalizzazioni e dello “small government”. Promotori di una politica aggressiva contro l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Secondo alcuni, corresponsabili dell’attuale crisi economica mondiale. Insieme hanno cambiato il linguaggio della politica.

Lui era “the second most important man in my life” per Lei. Lei era “la vera moglie di Ronald Reagan” per le persone dello staff della Casa Bianca.

Così uniti in vita, sono caduti vittime della stessa malattia: il Morbo di Alzheimer. Un processo degenerativo che pregiudica progressivamente le cellule cerebrali, portando gradualmente chi ne è affetto a una perdita della memoria e dei ricordi, a un’alterazione della personalità, a un disorientamento nello spazio e nel tempo, alla demenza.

“Si deve incominciare a perdere la memoria, anche solo brandelli di ricordi, per capire che in essa consiste la nostra vita. […] La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla” scrive Luis Buñuel.

Proprio loro, “The Iron Lady” e “The Gipper”, le cui menti brillanti hanno guidato per anni le sorti del mondo occidentale, vittime di una malattia che lede memoria e intelligenza. Uno spietato contrappasso.

@savebers