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La stampa argentina e la Thatcher

Il quotidiano El Clarin dipinge in modo impietoso la vita dell'ex primo ministro britannico

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Il quotidiano argentino Clarìn ricorda Margaret Thatcher, scomparsa all’età di 87 anni. Protagonista assoluta della svolta liberista degli anni Ottanta insieme a Ronald Reagan, è a oggi l’unica donna a aver ricoperto il ruolo di primo ministro del Regno Unito.

Da tempo la baronessa Thatcher viveva nella sua casa di Knightsbridge, afflitta dal progressivo aggravamento della demenza senile, scrive la corrispondente da Londra, “senza poter uscire in strada, perché si sarebbe persa”. 

La pessima fama di cui gode in Argentina affonda le sue radici nella guerra delle Falkland. Originata dal disperato tentativo del generale Leopoldo Galtieri di trasformare la protesta contro i crimini della giunta Videla in eccitazione nazionalista, la guerra si risolse in un trionfo militare del governo britannico – appoggiato anche in quell’occasione da Ronald Reagan – e di fatto sancì la rielezione di ‘Maggie’ come primo ministro.

Sulla vicenda l’articolo rimprovera però alla Thatcher di “aver portato il Paese alla guerra” contro l’Argentina, dimenticando che lo spiegamento delle forze britanniche seguì l’ordine delle Nazioni Unite all’esercito argentino di lasciare le Malvinas. Episodio chiave riguardò l’incrociatore Belgrano: la Thatcher, che “condusse con ferocia il conflitto, non esitò ad approvarne l’affondamento”.

L’episodio costò la vita a più di 300 soldati argentini. “La Lady di ferro” – prosegue l’articolo – “perseguì i suoi obiettivi ferocemente, attirandosi il discredito dei suoi stessi ministri” e proprio una fronda interna sancì la fine del suo governo. Mentre nelle strade centinaia di migliaia di cittadini protestavano contro la Community Charge, imposta proporzionale bollata come iniqua anche da membri del suo stesso esecutivo, la Thatcher non venne riconfermata alla guida del Partito Conservatore e dovette dimettersi, senza essere mai stata sconfitta alle urne. Così i conservatori “pensarono di recuperare una certa umanità”.