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Ombre islamiste in Siria
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Ombre islamiste in Siria

I Fratelli Musulmani sono accusati di volersi impadronire del Paese alla fine della guerra civile

04 Apr. 2013

I combattenti ribelli siriani hanno accusato i Fratelli Musulmani di ostacolare la rivolta contro Bashar Al Assad cercando di monopolizzare la politica dell’opposizione.

A fine marzo il Comando congiunto dell’Esercito siriano libero, in una lettera aperta ai Fratelli Musulmani, aveva detto di ritenerli responsabili della frammentazione dell’opposizione e di ritardare la vittoria della rivoluzione. “I Fratelli Musulmani esercitano un controllo dittatoriale sulle decisioni e azioni dell’opposizione, rappresentando la volontà di egemonia di alcuni Paesi arabi nel conflitto”.

I critici della Fratellanza temono che il gruppo possa raccogliere i frutti della rivolta antiregime come hanno fatto in Egitto. Anche se il gruppo dichiara di volere uno Stato civile basato sui diritti umani, tra gli attivisti anti-regime c’è il sospetto che i Fratelli stiano usando la fase democratica attuale per arrivare al potere, per poi usare le leggi al fine di sopprimere i loro critici. “Stiamo morendo in prima linea, mentre loro si prendono le posizioni più influenti”, ha detto ad Afp un combattente ribelle nella provincia costiera di Latakia.

Analisti e dissidenti ammettono che i Fratelli Musulmani in Siria, nonostante rappresentino solo una piccola parte della coalizione, sono probabilmente gli avversari politici meglio organizzati del presidente Assad. Hanno una gerarchia, uffici, un sito web e persino un giornale. Si crede che Qatar e Turchia li sostengano in quanto unico partito che ha qualche possibilità di organizzare la Siria se Assad dovesse cadere.

Fahad al-Masri, un portavoce per l’Esercito Siriano Libero che ha firmato la dichiarazione dello scorso fine settimana, accusa i Fratelli Musulmani di avere una “mentalità medievale”. “Non hanno imparato dall’esperienza islamista in Turchia. Sono stati lontano dalla Siria per decenni, ma non hanno imparato dalle democrazie nei Paesi in cui hanno vissuto. Una volta che il regime siriano sarà caduto, faremo i conti con chi ha gestito la fase attuale contro il popolo siriano”.

Ali al-Bayanouni, vice capo politico della Fratellanza, ha respinto le accuse. “Il nostro ruolo nella coalizione è stata molto esagerato, e non siamo finanziati da nessuno Stato”, ha detto ad AFP, affermando che il finanziamento del gruppo deriva da “membri e sostenitori, dalla Siria e altrove. Noi rappresentiamo solo il 10 per cento della coalizione. Come possono dire che noi controlliamo tutto?”

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