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Hollande in tv: scommessa persa
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Hollande in tv: scommessa persa

Il Presidente della Repubblica ha tentato di rassicurare i francesi e riguadagnare consensi. Con scarsi risultati

30 Mar. 2013

Hollande ce l’ha messa tutta, giovedì sera. Di fronte a una disoccupazione galoppante e a una popolarità sotto le scarpe (intorno al 30%), ha tirato fuori le unghie. Ha difeso le sue politiche per un’ora buona in diretta tv su France 2, a tu per tu col giornalista David Pujadas.

Il grosso del confronto ha riguardato l’economia. Hollande si è soffermato a lungo sulla “cassetta degli attrezzi” di cui ha deciso di servirsi per rilanciare crescita e occupazione, e non sono mancate alcune novità: come l’esclusione di tagli al budget della Difesa; o la rivisitazione dell’ormai “mitica” tassa al 75% sui redditi oltre il milione di euro, che verrebbe ora messa a carico delle aziende che versano tali remunerazioni, anziché venire prelevata dai conti dei riceventi.

Il Capo dello Stato si è mostrato sicuro di sé, convinto delle proprie scelte. Da un punto di vista televisivo, però, la parte dell’intervista incentrata sull’economia è risultata spesso troppo tecnica per essere compresa dalla maggioranza degli spettatori. I quali, non a caso, hanno avuto reazioni a dir poco tiepide.

I sondaggi immediatamente successivi, infatti, hanno confermato ciò che si sa da tempo: la tv è appariscente, ma in politica cambia poco. Il 70% dei francesi che hanno assistito alla trasmissione non hanno modificato il loro giudizio sul Presidente; più di due terzi si sono detti “poco convinti” dall’intervista.

Non ho resistito alla tentazione di chiedere un parere a qualcuno dei miei amici/conoscenti transalpini. Un campione certo non molto rappresentativo del livello culturale medio, essendo formato perlopiù da studenti universitari post-laurea. In ogni caso anche i loro commenti, indipendentemente dall’orientamento politico, sono tutti negativi. Quello che a me era sembrato quanto meno un leader che sa il fatto suo, a loro è apparso come un uomo che non sa dove sbattere la testa.

Per Charlotte, giornalista in erba attualmente basata a Londra, Hollande è “completamente superato dalla situazione, come uno spettatore del proprio stesso fallimento.”

Sandrine, ex Science Po con alle spalle diversi anni alle Nazioni Unite, crede che “nessuna delle misure annunciate da Hollande o nulla di ciò che ha detto sarà sufficiente a rassicurare i francesi, che hanno tremendi dubbi sulla sua capacità di guidare il paese in questi tempi difficili.”

Neanche Xavier, laureando in medicina a Lione, è in vena di fare sconti a Monsieur le Président: “Non ha idee da proporre, è superato perché è un uomo solo a cui la V Repubblica dà troppo potere, e che non è in grado di fare fronte a problemi più grandi di lui. […] Il discorso era vuoto. […] La posta in gioco è immensa, e la politica così debole.”

Non tutti i commentatori però hanno espresso visioni così pessimistiche. Sull’economia, Hollande potrebbe essere suonato troppo tecnico (più convincente è stata la parte dell’intervista incentrata sul Mali) e soprattutto incapace di proporre politiche all’altezza della situazione; ma per Benjamin Sportouch, dell’Express, se non altro il Capo dello Stato ha mostrato “che l’aereo ha un pilota. Si può dubitare del contenuto della sua azione, più difficilmente che non abbia volontà di fare e riformare.”

Della serie, quanto meno è stato ricordato alla nazione che c’è ancora un comandante alla barra. Il fatto è che molti, di questo comandante, continuano a non fidarsi. Anche dopo un’ora di diretta tv, Hollande e i francesi rimangono lontani.

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