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La redenzione di David Petraeus

A cinque mesi dallo scandalo sessuale, l'ex direttore della CIA riappare in pubblico, chiede scusa e prova a ripartire

Immagine di copertina

Tutte le strade, in America, portano alla redenzione. Stanotte David Petraeus ha iniziato la sua. A cinque mesi dallo scandalo a sfondo sessuale che lo aveva spinto a dimettersi da direttore della Cia, l’ex generale a quattro stelle è per la prima volta riapparso in pubblico. E lo ha fatto con un discorso che sa tanto di inizio di un percorso di conversione. O, almeno, di pulizia dell’immagine. 

Di fronte a un pubblico di veterani e alumni della University of Southern California, Petraeus ha fatto mea culpa: «Vi prego di concedermi di iniziare ribadendo quanto io sia dispiaciuto e quanto io mi scusi per le circostanze che mi hanno portato a dimettersi dalla Cia e a causare tanto dolore alla mia famiglia, ai miei amici e ai miei sostenitori. … So di non potere del tutto sopire i dispiaceri inflitti ai miei cari».

Petraeus aveva rivelato il 9 novembre scorso la sua relazione extraconiugale con Paula Broadwell, la sua biografa ufficiale. Ora però la carriera sinusoidale di Petraeus conosce una nuova inversione di tendenza. In una nazione dove il perdono è inscritto nel patrimonio genetico dei suoi abitanti (basti pensare a come fu riabilitato Bill Clinton dopo lo scandalo Lewinski), quello della riabilitazione è un genere di successo. E un business fruttuoso. 

Che farà quindi l’ex generale? «Se segue un percorso di umiltà, responsabilità e contrizione, sono sicuro che avrà successo nel ricostituire la sua immagine», dice Michael Levine, avvocato di tante celebrità inciampate, a cominciare da Michael Jackson. Un tassello cruciale potrebbe essere proprio la moglie tradita, Holly. Intanto, come riporta il New York Times, Petraeus sembra essere rimasto in famiglia: il perdono familiare è il primo passo verso quello pubblico. Holly, inoltre, è impegnata in lunghe battaglie per le famiglie dei militari, ultima delle quali un’accusa contro i tagli alla Difesa. 

Di più. «Può anche correre per un incarico pubblico», sostiene Howard Bragman di reputation.com, «anche se non penso che ne abbia intenzione perché nel privato può fare molti più soldi». In che modo? Seguendo l’esempio di Stanley McChrystal, altro generale caduto in disgrazia (fu licenziato da Obama per commenti poco ortodossi del suo staff alla rivista Rolling Stone), diventato scrittore e conferenziere (pagato a cinque cifre). E infatti Petraeus si fa rappresentare dall’avvocato Robert Barnett, specializzato nel vendere le memorie dell’élite di Washington.

Se quella di Tom Hanks era una Road To Perdition, siamo certi che Petraeus si sia incamminato sulla Road To Redemption.


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